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Pesaro, nasce il comitato per salvare e ristrutturare l’oratorio delle Zoccolette

Roberto Malini spiega l'importanza della struttura progettata da Giannandrea Lazzarini. «Ci appelliamo alla Soprintendenza»

L'oratorio delle Zoccolette

PESARO – Nasce un comitato per salvare l’oratorio delle Zoccolette, in stato d’abbandono da anni.

Roberto Malini, referente per il comitato per la salvaguardia del Conservatorio e dell’Oratorio della Misericordia fa il punto della situazione: «Pesaro è una città d’arte e una parte ancora consistente del suo patrimonio storico-architettonico attende di essere restituito, attraverso interventi di restauro e valorizzazione, all’aspetto estetico originario, in vista della sua trasmissione alle generazioni future. Le amministrazioni locali hanno il dovere di preservare il patrimonio culturale italiano, riconoscendo il valore storico, artistico e architettonico dei beni e operando con diligenza e competenza per tutelarli, conservarli e valorizzarli. Sotto l’aspetto giuridico, tale dovere è espresso con chiarezza dal Codice dei beni culturali e del paesaggio o Codice Urbani. 

Uno dei complessi storici-architettonici del capoluogo di provincia che necessitano con maggiore urgenza di interventi di restauro e conservazione è quello formato dall’Oratorio della Misericordia e dal Conservatorio delle Figlie della Misericordia (dette anche “Pericolanti” o “Zoccolette”), che si trova in via della Vetreria. La piccola chiesa settecentesca, inserita nel Conservatorio, è sita al civico 19. L’autore della chiesa è Giannandrea Lazzarini, protagonista assoluto della cultura pesarese del XVIII secolo. L’attribuzione proviene dalla fonte più attendibile: lo studioso Domenico Bonamini (1737-1804), contemporaneo del Lazzarini, autore di una Cronaca della città di Pesaro in quattro tomi conservata presso la Biblioteca Oliveriana (Bop ms 966)».

Nel tomo quarto, Bonamini scrive che la chiesa è “di disegno del nostro Lazzarini”. La chiesa sorse come parte integrante del Conservatorio, un orfanotrofio che accoglieva le giovani donne della città di Pesaro rimaste senza il supporto genitoriale e dunque considerate “pericolanti”. Oltre al suo enorme pregio storico-architettonico e all’importanza dei suoi architetti, il complesso rappresenta anche la condizione di tante giovani donne in un periodo storico nel quale la vulnerabilità in cui versavano consentiva loro due sole vie d’uscita per integrarsi nel tessuto sociale: il matrimonio o i voti religiosi.

L’oratorio delle Zoccolette

Se l’Oratorio fu creato dal Lazzarini, anche il Conservatorio, voluto e finanziato dal conte e poeta Raimondo Santinelli (1697-1774), ebbe un autore illustre: l’architetto pesarese Tommaso Bicciaglia (1720-1804), allievo di Giannandrea Lazzarini e autore della ristrutturazione di Palazzo Montani Antaldi.

«Questo mio breve intervento – sottolinea Malini – esprime in sintesi il prezioso valore storico e architettonico del complesso e la necessità di restaurarlo e valorizzarlo proprio per l’importanza che ha nel tessuto urbano storico della città di Pesaro. A tale fine è sorto il Comitato per la salvaguardia del Conservatorio e dell’Oratorio della Misericordia, che ha già iniziato ad appellarsi al Ministero della Cultura, alla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio di Ancona e di Pesaro Urbino, alla Regione Marche, alla Provincia di Pesaro e Urbino e al Comune di Pesaro affinché siano restituiti all’antico valore storico-architettonico, con grande beneficio culturale per la città, la regione e il Paese».