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Minacce e violenze a moglie e figlie: allontanato da casa un 45enne

Dagli insulti alle continue vessazioni psicologiche fino alle lesioni: l'escalation è stata interrotta dalla donna che ha trovato il coraggio di denunciare il comportamento del marito nei confronti anche di due minorenni di 12 e 16 anni

ASCOLI PICENO – Offese, vessazioni psicologiche, minacce e poi le botte. Questa l’escalation che hanno vissuto negli ultimi mesi una mamma e le due figlie minorenni, residenti nel capoluogo di provincia, a causa delle violenze sempre più frequenti da parte del marito, allontanato da casa ieri pomeriggio, 22 agosto, grazie all’intervento della Polizia.

A denunciare il tutto è stata la donna, una cittadina polacca residente da molti anni ad Ascoli Piceno e perfettamente integrata nel tessuto sociale cittadino: è stata lei a segnalare che il marito, da ormai alcuni mesi, maltrattava lei e le loro due figlie minorenni. Dal racconto disperato, fatto pochi giorni fa presso la Questura ascolana, è scattato poi l’intervento degli agenti e il provvedimento nei confronti del 45enne, anch’egli polacco.

Oltre a mettere in atto delle vere e proprie vessazioni psicologiche con continue offese e minacce, l’uomo in più occasioni aveva usato violenza fisica contro la moglie e la prima figlia, di soli 16 anni, causando loro delle lesioni. Gli episodi però non erano stati denunciati per il timore di ritorsioni ben più gravi. Il tutto avveniva spesso alla presenza della figlia più piccola, di appena 12 anni, che era costretta ad assistere alle violenze subendo un grave contraccolpo psicologico.

La Polizia di Stato ha prima ascoltato la drammatica rivelazione delle violenze grazie a personale specializzato nell’audizione di persone vittime del reato di violenza di genere, poi ha posto subito in essere delle attività per la tutela del nucleo familiare. Infine, dopo aver raccolto prove sufficienti, ha ottenuto dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno un’ordinanza di allontanamento dell’uomo violento dalla casa familiare con il contestuale divieto di avvicinamento alle persone offese.