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Microchip sottocutaneo, quando la regina delle fake news diventa profezia

Da 25 anni esiste una teoria, considerata complottista, che avverte dell'arrivo dei microchip sottocutanei da impiantare agli esseri umani. Oggi è realtà

Se qualcuno vi dicesse che esiste un progetto per impiantare un microchip sottocutaneo a tutta la popolazione, esattamente come ai cani, gli credereste? Un minuscolo dispositivo RFID (Radio Frequency Identification), grande poco più di un chicco di riso, che tramite un’apposita siringa vi verrà impiantato nel dorso della mano per permettervi di effettuare pagamenti, aprire la portiera dell’auto, essere identificati ed avere “a portata di mano” dalla cartella clinica a tutte le password legate alla propria vita digitale. Fantascienza? In Svezia, primo Paese europeo a eliminare totalmente il denaro contante, si sta diffondendo velocemente e anche in Italia ne stanno parlando i vari TG nazionali.

Un annuncio fatto 25 anni fa
E se qualcuno, inoltre, vi dicesse che questo evento è stato predetto da più di 25 anni e la notizia è stata bollata come teoria del complotto, cosa direste? Che hanno fatto bene a considerarla tale? Per fare un po’ di chiarezza vi accompagnerò in un viaggio per vedere dove e come nasce questa teoria del complotto.
Il nostro viaggio inizia da molto lontano, dalla Bibbia. Nell’Apocalisse di S.Giovanni (13, 17:18) è scritto: “Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio….”.
Avvicinandoci ai giorni d’oggi, circa 25 anni fa si diffonde ufficialmente la notizia del microchip inserita all’interno della teoria del complotto che, in sintesi, recitava: “c’è un’agenda segreta redatta dalle elite finanziarie che mirano all’eliminazione del denaro contante attraverso crisi economiche e attentati terroristici creati a tavolino per poi impiantare alla popolazione microchip sottocutanei nella mano senza i quali sarà impossibile vendere e comprare”.
Da allora è stata considerata la regina delle fake news, la teoria del complotto per antonomasia e solo a nominarla si rischia di essere bollati come creduloni della fantapolitica, allarmisti o ridicoli complottisti. Uno dei primi a stamparla nero su bianco fu David Icke nel suo libro E la verità vi renderà liberi edito nel 1995. Era una previsione talmente assurda che venne immediatamente ridicolizzata e demonizzata come frutto di una mente paranoica.

Il mondo cambia
Poi nel 2001 cambia l’assetto del mondo, l’11 settembre, la lotta al terrorismo. Nel 2005 sulla base di rivendicazioni di controllo dell’immigrazione nella cosiddetta ”guerra al terrorismo” il congresso americano chiede l’entrata in vigore del microchip sottocutaneo. Ma è durante la presidenza di Barak Obama che il progetto viene addirittura codificato. La legge di riforma sanitaria introdotta da Obama fa infatti riferimento all’introduzione di un dispositivo di “registro di sistema” di classe 2 che viene descritto come “un dispositivo impiantabile di transponder a radiofrequenza che sia in grado di registrare i crediti, i dati di anamnesi del paziente – standardizzati e con immagini analitiche che permettano la condivisione degli stessi in diversi ambiti – oltre a qualsiasi altro dato ritenuto opportuno dal Segretario”. Insomma, per poter avere un’anamnesi immediata di un paziente, per poter monitorare i senzatetto e i pazienti psichiatrici – e magari gli stranieri –, per razionalizzare la sanità, Obama ha pensato bene di inserirlo, anche se per ora non in via obbligatoria, all’interno della riforma. All’approvazione della Food and Drug Administration, la percentuale della popolazione favorevole all’impianto del dispositivo, nel 2004, salì dal 9 al 19%. E se il chip venisse promosso, consigliato o addirittura obbligato per accedere alle cure statali, a quanto salirebbe il consenso?

Marketing mainstream
La notizia intanto circola a piccole gocce, quasi sempre trattata in maniera positiva, senza porre domande, nei principali TG di tutta Europa, come uno spot pubblicitario o come un’ineluttabile conseguenza del progresso tecnologico. Una strategia di marketing graduale per non spaventare la popolazione? Ecco alcuni esempi delle più importanti reti italiane.

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In Italia se ne torna a parlare dopo che il governo sta varando misure a sostegno del denaro elettronico, volte alla soppressione del contante. Ne abbiamo parlato nel precedente articolo ragionando sullo strapotere che verrebbe regalato alle banche.
Recentemente anche Internazionale ha pubblicato un articolo a firma di Haley Weiss dal titolo Prima o poi avremo tutti un microchip sottopelle in cui tratta l’argomento come se fosse inevitabile, anzi, si parla di come gli scienziati stiano pensando a come aumentare la percezione di utilità del chip che la maggior parte degli americani considera inutile da impiantare all’interno del corpo.

Microchip per tutti
“Se posso mettere un microchip al mio cane per ritrovarlo quando scappa, perché dovrebbe essere illegale fare lo stesso con un messicano?”. La provocazione razzista e a dir poco delirante è stata lanciata dal candidato repubblicano al Congresso USA Pat Bertroche. In attesa che la proposta di siglare gli stranieri non regolari sul territorio sbarchi anche in terra Padana, l’argomento ha suscitato un putiferio in America. Il pensiero è corso subito ai tatuaggi dei deportati nei campi di concentramento nazisti.
Si sbaglierebbe chi ritenesse questo genere di proposta soltanto una provocazione estrema in materia di sicurezza. Il ricorso a microchip sottocutanei per mappare, controllare e, chissà, manipolare a distanza gli individui non interessa soltanto gli stranieri. Quale metodo migliore per controllare la popolazione che dotarla di microchip come le bestie, con la scusa di motivazioni sanitarie?
Violare i diritti civili di stranieri, per quanto illegale, desterà sempre reazioni contrastanti anche violente, perché i detrattori della proposta faranno appello a concetti quali razzismo, violenza sui più deboli, etc. Ma se si convincesse invece la popolazione della necessità dell’inserimento di chip sottocutanei in ogni membro del Paese per il proprio bene, allora si raccoglierebbero minori resistenze. Ci verrà detto che è per il nostro bene, e molti di noi cadranno nella trappola facendosi impiantare i dispositivi sottocutanei, senza riflettere prima sulle conseguenze?

I possibili rischi
I teorici del complotto sostengono che con il microchip impiantato nel corpo, gli esseri umani possano essere seguiti ovunque: le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza da super computer e persino alterate mediante il cambiamento delle frequenza.
I chip RFID possono trasmettere informazioni, ma potrebbero anche riceverne? Il sistema elettronico di sorveglianza della NSA (National Security Agency) può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone. Ognuno di noi ha un’unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche, segnali elettromagnetici pulsanti, possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepiti dal soggetto prescelto.
Esiste il rischio di trasmettere frequenze elettromagnetiche tramite il chip sottocutaneo per cambiare l’umore delle persone o provocare disfunzioni cardiache o addirittura malattie?

Conclusioni
Quando una teoria considerata complottista si avvera le domande sono inevitabili: esiste un’agenda segreta? Se non viene decisa a livello politico quale sarebbe l’ambito? Da quanti anni era pianificata l’eliminazione del denaro contante e la diffusione dei microchip sottocutanei? Quale sarebbe lo scopo finale? Tutte domande a cui non sappiamo rispondere ma ci auguriamo che l’argomento venga al più presto affrontato nelle dovute sedi e con la dovuta attenzione.