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Marche, il turismo cerca di ripartire: «Tante chiamate ma ci sono ancora timore e confusione, in pochi prenotano»

Per molti operatori del settore c'è il problema del distanziamento sociale e dell'impossibilità di fare animazione. Scetticismo generale sul bonus di 500 euro

La riapertura dei confini regionali del 3 giugno non sembra coincidere esattamente con una vera e propria ripartenza del turismo in generale nelle Marche. Nel maceratese, dal mare alla montagna, le chiamate alle strutture ricettive sono molte anche se i turisti al momento sono ancora titubanti sul prenotare o meno, complice anche la confusione delle direttive.

«A giugno abbiamo riaperto ma per le prime due settimane non abbiamo moltissime prenotazioni; la ripartenza la vedremo, con tutta probabilità, nei mesi di luglio e di agosto – racconta Annalisa Pirani Petrelli del Pamperduto Country Resort a Porto Potenza Picena -. Proprio per quei mesi i nostri clienti stranieri avevano prenotato in anticipo e nonostante alcuni abbiano disdetto, fortunatamente, la maggior parte delle prenotazioni è rimasta. Ciò di cui mi sono resa conto, parlando un po’ con i clienti, è la necessità di andare in vacanza dove ci sono ampi spazi verdi e strutture tranquille; forse è proprio per questo che le nostre prenotazioni non sono state cancellate».

C’è invece scetticismo sul bonus dei 500 euro sul quale era intervenuto anche il presidente di Federalberghi Marche Emiliano Pigliapoco. «Mi sono resa conto che le tante promesse che sono state fatte dal Governo si sono poi rivelate solo parole di propaganda perché di concreto non abbiamo visto nulla – spiega la titolare della struttura di Porto Potenza -. E poi sull’importanza di mettersi a norma non capisco perché le strutture ricettive private lo debbano fare mentre le aree pubbliche – che possono essere comunali, provinciali o regionali – invece non vengono trattate allo stesso modo. Perché io sanifico di volta in volta una panchina mentre nel parco pubblico questo non succede?».

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Preoccupazioni e prenotazioni quasi a zero al Relais Villa Fornari di Camerino. «In molti chiamano e ci scrivono per chiedere informazioni ma al momento nessuno prenota – racconta Marina Carlini, una delle titolari -. Avevamo tutta l’estate piena, anche grazie ai tantissimi matrimoni, mentre ora non c’è più nulla e anche con il ristorante lavoriamo poco. Siamo qui e attendiamo le richieste che, al momento, si contano sulle dita di una mano dato. Ora lavoriamo solo con clienti che viaggiano per lavoro». Anche per il relais di Camerino il bonus dei 500 euro è un grande punto interrogativo. «In molti chiedono se lo possono utilizzare ma attualmente non sappiamo dare una risposta certa dato che nemmeno noi conosciamo le modalità di erogazione».

La situazione sembra essere leggermente più positiva per il Centro Vacanze Verde Azzurro di Cingoli. «Abbiamo deciso di riaprire direttamente il 27 giugno – racconta la titolare Maila Rosetti – dato che prima del lockdown, in questo periodo, lavoravamo principalmente con i centri estivi e con i gruppi di ragazzi; essendo “saltati” questi progetti abbiamo deciso di andare direttamente all’alta stagione. Ci stiamo organizzando con tutte le norme ci sicurezza e anti contagio ma la questione del distanziamento in piscina, senza dubbio, crea moltissima confusione e poi diventa difficile regolare gli ingressi e le uscite in acqua e contare i bagnanti».

«In merito al villaggio turistico noi lavoriamo moltissimo con l’estero e siamo piuttosto positivi dato che già dal 9 marzo avevamo già preso la maggior parte delle prenotazioni; delle disdette ci sono state ma non moltissime – aggiunge la titolare della struttura di Cingoli -. Molti invece chiamano per avere informazioni ma comunque temporeggiano e aspettano a prenotare. Per noi purtroppo sarà un problema la questione dell’animazione, con la quale lavoravamo tanto; con le nuove direttive dovremo un po’ rivedere il tutto». E sul bonus dei 500 euro Rosetti spiega che «abbiamo deciso di non utilizzarlo anche perché lavoriamo molto con l’estero».