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Saldi invernali in zona arancione, Confcommercio Marche: «Siamo molto preoccupati, rischio -40% di vendite»

Il direttore Massimiliano Polacco traccia un quadro critico del mondo del commercio, con i saldi che debuttano in fascia arancione, quindi con spostamenti limitati ai confini comunali

ANCONA – Partono in un clima incerto, segnato dalla pandemia e dalla crisi di governo, i saldi invernali 2021. Il via sabato 16 gennaio. Un appuntamento che quest’anno è ancora più atteso degli anni passati, sia dai commercianti che sperano in una boccata di ossigeno dopo le perdite subite per colpa della pandemia, sia dai consumatori che, afflitti dalla carenza di liquidità, puntano proprio su queste giornate per gli acquisti più necessari.

Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche Centrali

Ma il timore che serpeggia da entrambi i versanti è che lo shopping non sarà poi così scontato. La stretta imposta dal decreto varato ieri notte dal Consiglio dei Ministri, che ha stabilito il passaggio diretto in zona arancione delle regioni ad alto rischio, sembra ormai scontato che potrebbe far scattare proprio questa fascia per le Marche. Questo comporta il divieto di uscire dal proprio comune, con nuove pesanti conseguenze sul mondo del commercio, già gravato dal lockdown e dalle recenti restrizioni.

«Non ci aspettavamo di andare in zona arancione – commenta il direttore di Confcommercio Marche Centrali Massimiliano Polacco -, siamo preoccupati perché oltre al periodo natalizio, che non è andato come speravamo e le continue situazioni a singhiozzo, contavamo almeno in 15 giorni di saldi in “giallo”».

Dall’osservatorio Confcommercio emerge che tra i consumatori marchigiani «c’è grande attesa dei saldi e questo è un elemento positivo – afferma Polacco -, ma la carenza di liquidità potrà portare a risposte positive inferiori rispetto all’anno scorso». Secondo le stime dell’associazione di categoria se in zona gialla si sarebbe comunque registrata una flessione di almeno il 20% degli acquisti ai saldi rispetto al 2020, ora con la zona arancione «che blocca i consumatori all’interno del proprio comune» la perdita sarà ancora più significativa e potrebbe toccare quota «meno 40%». «I saldi implicano movimento, circolazione, possibilità di intercettare il saldo migliore e dove fare il proprio acquisto, ma se andiamo in zona arancione tutto questo non sarà possibile» dichiara.

Lo scontento serpeggia tra i commercianti che hanno ancora i magazzini pieni, dopo il lockdown dell’anno scorso, e per le perdite subite in seguito alle chiusure e alle limitazioni agli spostamenti che hanno portato ad una pesante situazione economica. Oltretutto lo shopping natalizio «non è andato bene» sottolinea Polacco: «il quadro di incertezza spinge le persone a risparmiare e a comprare di meno». Il direttore Confcommercio auspica che le Marche restino il meno possibile in zona arancione, ma in ogni caso «l’avvio non è dei migliori».