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Covid, Acquaroli sull’ipotesi riaperture a metà maggio: «Credo avverranno prima»

Il presidente della Regione Marche ha parlato della necessità che il mondo del lavoro abbia «una prospettiva», sottolineando che i contagi sono in calo ma le terapie intensive hanno ancora numeri elevati

Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche

ANCONA – «Riaprire in sicurezza e nel rispetto delle procedure e dei protocolli che già l’estate scorsa avevano consentito a tante attività di poter lavorare, e riaprire quando le condizioni epidemiologiche lo consentono». Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, a margine della conferenza stampa di presentazione della campagna promozione turistica 2021 delle Marche con il commissario tecnico della Nazionale di Calcio Roberto Mancini.

Nella giornata in cui si svolge il confronto fra Stato e Regioni, proprio su questo tema, il governatore ha spiegato ai giornalisti che per quanto concerne la tempistica delle riaperture «tutto dipende da quello che sceglierà il governo. In questo momento ci sono delle condizioni epidemiologiche assolutamente buone, ma voglio ricordare che nelle terapie intensive abbiamo dei numeri ancora molto importanti».

Ad oggi i pazienti ricoverati nelle rianimazioni della regione sono 112, mentre quelli in area non intensiva sono 462 e quelli in area semintensiva sono 176. L’Rt è sotto ad 1, ha affermato il presidente che, sollecitato circa l’ipotesi di riapertura delle attività a metà maggio, ha spiegato di ritenere che queste potrebbero avvenire «prima».

Al di la della pandemia secondo il presidente della Regione «è chiaro che bisogna che ci diamo tutti una prospettiva». Per Acquaroli «è impensabile continuare a non avere una prospettiva nel mondo del lavoro, della scuola e della socialità, che tanto inizia ad essere difficile per tanti che vivono anche delle condizioni di disagio individuale e singolo».

Ad una settimana dalla ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole, con 22 classi in quarantena nelle Marche, Acquaroli si è definito «molto soddisfatto della riapertura della scuola, però sono consapevole del fatto che in una regione come la nostra mettere in moto tutte le mattine migliaia di persone può essere un veicolo di contagio». Per questo il governatore ha spiegato che c’è un monitoraggio della situazione per stoppare subito i possibili focolai.