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Coronavirus, Donati: «La letalità del virus è la stessa di marzo e aprile»

Il primario della Rianimazione Clinica di Torrette traccia un raffronto fra la situazione nei mesi più bui della pandemia e quella attuale, in cui l'età media dei ricoveri si è innalzata

L'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona

ANCONA – «Le polmoniti che abbiamo ricoverato in questo periodo sono molto simili a quelle che avevamo tra marzo e aprile». A tracciare un raffronto tra la situazione attuale e quella della fase più buia della pandemia (marzo e aprile), è il primario della Clinica di Rianimazione degli Ospedali Riuniti di Ancona, il professor Abele Donati.

Quattro i pazienti affetti da Covid ricoverati nelle ultime settimane nella terapia intensiva di Torrette, due dei quali hanno avuto un significativo miglioramento e sono stati trasferiti in altri reparti, mentre altri due sono in prognosi riservata. Il professor Donati sottolinea che, mentre le polmoniti sono sostanzialmente le stesse e «la letalità del virus è la stessa», a cambiare è stato l’approccio alla malattia: «È cambiato il trattamento che ora è più mirato e speriamo possa portare a risultati migliori».

I pazienti ricoverati nella rianimazione vengono curati con cortisonici e anticoagulanti e ad alcuni, prima di arrivare in rianimazione, è stato somministrato il plasma iperimmune. Rispetto al passato invece non viene più utilizzata la idrossiclorochina, dal momento che «anche se utile in fase precoce» non lo è più quando la malattia è in fase più avanzata.

«Oggi – prosegue – abbiamo un migliore inquadramento e una maggiore precocità nel trattamento dell’infezione da Covid-19, mentre nella fase emergenziale i pazienti restavano a casa fino all’ultimo e arrivavano in ospedale quando la situazione era già compromessa. Ora vengono intercettati e trattati prima».

Per quanto riguarda l’età media degli accessi Covid in terapia intensiva questa «si è alzata» rispetto ai mesi più brutti: oggi i pazienti ricoverati in questo reparto hanno sopra i 70 anni, mentre nella fase emergenziale l’età media si aggirava sui 55 anni, spiega Donati.

Intanto la preoccupazione cresce fra le persone e secondo il primario si tratta di «una preoccupazione ben riposta». Al nuovo governatore chiede di «realizzare i piani previsti per la terapia intensiva» in linea con quanto disposto dal Decreto Legge 34 che per gli Ospedali Riuniti di Ancona ha stabilito la realizzazione di 38 nuovi posti di terapia intensiva e 40 di semi intensiva. Alle persone raccomanda il rispetto delle misure previste per limitare la diffusione del virus, come il distanziamento sociale e indossate la mascherina quando necessario, perché «non si può pensare che tutto sia finito», conclude.