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Ancona

Maltrattamenti in famiglia, arrestato

L'uomo è ritenuto responsabile anche dei danneggiamenti commessi a Camerano nella notte tra l’11 ed il 12 febbraio, quando in preda ad una crisi di astinenza, ha distrutto 7 fioriere e alcuni cassonetti

CAMERANO – Ritorsioni e minacce di morte ai propri familiari per farsi consegnare il denaro. Addirittura il 29 dicembre scorso, era arrivato a puntare un paio di forbici alla gola della sorella, poi gli aveva afferrato e frantumato gli occhiali. È finito in manette per maltrattamenti in famiglia, estorsione tentata continuata, atti persecutori e danneggiamento aggravato continuato, Matteo Cingolani, 36enne di Camerano, pluripregiudicato, tossicodipendente, nullafacente. Ieri, i carabinieri della stazione di Camerano lo hanno rintracciato nei pressi della sua abitazione e tratto in arresto in esecuzione dell’Ordine di Custodia Cautelare in Carcerazione a firma del Dott. Cimini.

Negli ultimi mesi, il giovane chiedeva insistentemente al padre e alla sorella 2000 euro, e ad ogni rifiuto era solito avere questi atteggiamenti aggressivi nei loro confronti. Grida, danni all’arredo di casa, minacce di morte e minacce telefoniche erano all’ordine del giorno. I familiari, spaventati dalle sue reazioni vivevano nel terrore. I condomini preoccupati, in più di un’occasione si sono visti costretti a chiedere l’intervento dei carabinieri. Minacce, molestie e insulti anche nei confronti dei vicini. Cassette postali e portone d’ingresso preso a calci. Lo stesso comportamento, il 36enne lo ha avuto anche alla presenza dei militari, intervenuti il 9 e il 27 gennaio 2017 per sedare una lite tra i familiari. Per questo il 36enne era stato denunciato per oltraggio a Pubblico Ufficiale.

Inoltre, l’uomo è ritenuto responsabile anche dei danneggiamenti commessi a Camerano nella notte tra l’11 ed il 12 febbraio 2017, quando in preda ad una forte crisi di astinenza, ha distrutto 7 fioriere di proprietà del Comune in Piazza Roma e alcuni cassonetti per la raccolta dei rifiuti e dei medicinali scaduti in via Papa Giovanni XXIII. L’uomo è stato riconosciuto da alcuni testimoni e immortalato dal sistema di videosorveglianza comunale. Il 36enne è ritenuto un soggetto psicologicamente instabile e socialmente pericoloso. Ora si trova rinchiuso nel carcere di Montacuto.