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Macerata, Ricotta: «Costi lievitati per la casa di riposo, servono ristori»

Il capogruppo del Pd ha presentato un ordine del giorno in cui chiede all'amministrazione di attivarsi con la Regione

Macerata, l'ex assessore Narciso Ricotta
Narciso Ricotta

MACERATA – «L’amministrazione deve farsi promotrice con la Regione affinché preveda ulteriori ristori per la nostra Ircr, così come per le altre case di riposo». Questo l’invito su cui il consigliere Narciso Ricotta (Pd) cercherà di far convergere tutto il consiglio comunale, durante la discussione di un ordine del giorno che verrà presentato nella seduta di domani (lunedì 15 febbraio).

«La nostra azienda pubblica in questo periodo di pandemia ha svolto, con alta professionalità, un compito particolarmente prezioso a difesa dei nostri anziani di cui si è presa cura fronteggiando i rischi del Covid con competenza e dedizione – spiega il capogruppo del Pd -. Questo grave e lungo periodo ha obbligato l’azienda a dotarsi di tutti i necessari dispositivi di protezione, alla sostituzione di diversi dipendenti in quarantena, a organizzare il servizio con maggiore necessità di spazi e di assistenza nonché a non poter coprire tutti i posti disponibili per limitare al massimo i rischi di contagio degli ospiti. Tutto ciò ha comportato, inevitabilmente, un aumento dei costi di gestione, a fronte delle rette degli ospiti rimaste, giustamente, invariate».

Secondo una stima fatta da Ricotta, questo aggravio di costi si aggirerebbe sui 500 mila euro. Il consigliere ricorda anche come la giunta Ceriscioli avesse previsto dei ristori per le case di riposo per i primi sei mesi dello scorso anno, poi prorogati fino a fine anno anche dalla giunta Acquaroli. Ma per il 2021 ancora non è previsto nulla. «Per questo chiediamo che l’amministrazione regionale si occupi dei ristori anche per il 2021 – conclude Ricotta -, firmando un altro provvedimento per cui il 90% del budget che la Regione dà in via ordinaria a queste strutture venga usato per coprire i costi fissi e che si estenda anche ai dipendenti delle case di riposo il premio per l’emergenza Covid previsto per il personale Asur. Altra lacuna da colmare riguarda gli infermieri, perché esiste il rischio che molti lascino queste strutture per andare a lavorare negli ospedali per cui sono previsti contratti più vantaggiosi. Visto che già molti di loro stanno partecipando ai concorsi indetti dall’Asur. Per evitare questo esodo le case di riposo, quindi, saranno costrette ad aumentare il trattamento economico riconosciuto, con ulteriori costi da sostenere».