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Macerata, a Palazzo degli Studi la nuova sede della radio di UniMc

Radio Rum non ha mai spento i microfoni, neanche durante il lockdown. E ora trova nuovi spazi, messi a disposizione dalla Provincia. Il rettore Adornato: «L'attività radiofonica ha contribuito a tenere unita la comunità accademica»

Unimc
Il presidente della Provincia Pettinari e il rettore Adornato

Locali ampi e già pronti all’uso sono quelli che la Provincia ha messo a disposizione dell’Università di Macerata come nuova sede per la radio di UniMc. La collaborazione tra i due enti porterà al potenziamento della web radio dell’ateneo. Le tre nuove stanze, individuate al piano terra del Palazzo degli Studi con affaccio sul cortile di ingresso al liceo scientifico, permetteranno di ospitare, oltre a un piccolo studio di registrazione, la redazione dell’emittente radiofonica.

Nonostante il lockdown imposto dalla pandemia, radio Rum non ha mai spento i microfoni, mantenendo uniti e coinvolti i giovani speaker che nei mesi scorsi hanno proposto programmi di informazione, dibatto e intrattenimento, e anche dirette dedicate alle elezioni studentesche.  

«È stato un anno impegnativo che però non ha fermato in alcun modo il lavoro dell’ateneo – è il commento del rettore Francesco Adornato -. La nostra ostinata fiducia nel futuro non ha avuto la minima flessione. Abbiamo investito oltre 38 milioni di euro per l’efficientamento energetico, la sistemazione antisismica, l’allargamento delle sedi. Grazie anche alla disponibilità della Provincia di Macerata, ci stiamo ricollocando in centro storico, andando oltre ciò che il terremoto aveva lesionato. L’attività della radio ha contribuito a tenere unita la comunità accademica. I nuovi locali, nella speranza di un ritorno in presenza anche se regolato, offriranno ai nostri studenti uno spazio per mettersi alla prova e sperimentare insieme nuovi linguaggi e contenuti». 

Sulla stessa onda il presidente della Provincia Antonio Pettinari: «Si è coniugato l’obiettivo di far diventare il Palazzo degli Studi cardine della vita cittadina con l’esigenza di occupare i vari spazi a disposizione. Il rettore aveva mostrato il bisogno di avere alcuni locali, oltre a quelli che l’Università già dispone in questa struttura provinciale, e abbiamo risposto prontamente, per favorire ancora di più il radicamento dell’ateneo, quale anima culturale, nel centro della città. Aver trovato la giusta soluzione è fonte di soddisfazione, anche pensando all’importanza della formazione e della ricerca a beneficio delle nuove generazioni. Ora, nel Palazzo degli Studi, si rafforza la presenza di centri culturali come appunto l’Università e servizi pubblici come l’Ato sociale. Appena possibile, compatibilmente con l’uscita dalla pandemia, ripartirà anche il cinema. Nelle prossime settimane, infine, sarà emesso il bando per i due locali in corso Matteotti, ora non affittati (spazi ex Borbonese e ed ex sportello per il consumatore)».