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Macerata, infiltrazioni a Palazzo Buonaccorsi. La giunta critica la vecchia gestione: «Mai fatte manutenzioni ad hoc»

Dura presa di posizione del sindaco Parcaroli e dell'assessore Cassetta: «C'è stato disinteresse verso il patrimonio artistico della nostra città negli ultimi anni e ora cerchiamo di correre ai ripari»

Macerata, infiltrazioni a Palazzo Buonaccorsi

MACERATA – Acqua, infiltrazioni che corrono dalle terrazze fino alle sale interne, facendo scrostare muri, soffitti e colonne. Questa la situazione documentata in questi giorni a Palazzo Buonaccorsi, uno dei biglietti da visita turistici di Macerata, dove ogni anno centinaia di visitatori si fermano ad ammirare le opere di arte antica e moderna. A immortalare una carenza di manutenzioni è stata proprio l’amministrazione comunale che punta il dito sui suoi predecessori che, di cultura, a suo dire, si sarebbero solo riempiti la bocca.

Una delle colonne all’interno del cortile di Palazzo Buonaccorsi

«La passata amministrazione, a parole, si è fatta promotrice dell’importanza dei beni culturali e artistici di Macerata – spiegano il sindaco Sandro Parcaroli e l’assessore Katuscia Cassetta – ma, nel caso specifico e non solo, ha disatteso totalmente gli impegni con il rischio di deteriorare e danneggiare irreparabilmente uno dei simboli identitari della nostra città». Il Palazzo in questi mesi è sempre rimasto chiuso in conseguenza dei Dpcm del governo, ma le infiltrazioni sarebbero partite da tempo dai due terrazzi, andando piano piano a insinuarsi in alcune sale interne, fino al museo della Carrozza.

Per questo l’amministrazione è alla ricerca di finanziamenti per poter partire prima possibile con gli interventi di recupero, in modo che Palazzo Buonaccorsi possa essere pronto a un’eventuale riapertura nei prossimi mesi. «Non è mai stata effettuata una manutenzione ad hoc per salvaguardare e proteggere il cortile inferiore come quello superiore, da tempo interessati da importanti infiltrazioni – aggiungono il sindaco e l’assessore -. Gli impianti di riscaldamento sono funzionanti solo in parte, mentre condizioni di criticità interessano anche il museo della Carrozza, tanto che numerose doghe della pavimentazione si sono sollevate e staccate. In questi tre mesi abbiamo preso atto, con rammarico, del disinteresse verso il patrimonio artistico della nostra città degli ultimi anni e ora cerchiamo di correre ai ripari».

L’acqua sul pavimento del museo della Carrozza