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Loreto, il sogno di Lucia: catalogare in Braille la biblioteca dell’alberghiero

Alunna dell'istituto "Einstein-Nebbia", si sta occupando della sistemazione di oltre diecimila volumi. Ipovedente e ipoudente, sta lavorando a una catalogazione per rendere i libri accessibili alle persone non vedenti, primo caso in Italia per la scuola

L'istituto "Einstein-Nebbia" di Loreto
L'istituto "Einstein-Nebbia" di Loreto

LORETO – Lucia Varchera, alunna della classe 5MC dell’istituto alberghiero “Einstein-Nebbia” di Loreto, si sta occupando dall’ottobre scorso della sistemazione della biblioteca d’istituto con oltre diecimila volumi. Un progetto rivolto a tutta la comunità scolastica che proseguirà dal prossimo anno nella forma di tirocinio lavorativo. La giovane, ipovedente e ipoudente, ha annunciato di star lavorando anche alla catalogazione in Braille, per rendere la biblioteca accessibile alle persone non vedenti, primo caso in Italia per la scuola.

Lucia Varchera

Com’è nata l’idea?
«Mi chiamo Lucia Varchera, frequento il quinto anno dell’istituto alberghiero “Einstein-Nebbia” di Loreto. Un giorno sono andata in biblioteca e ho visto gli scaffali vuoti e ho pensato: “I libri devono tornare negli scaffali”, quindi con l’aiuto delle mie insegnanti ho iniziato a trasportare i libri dalla stanza in cui erano stati riposti per sistemarli negli scaffali. Ho iniziato a scrivere anche il catalogo dei libri e quando sarà completato si potrà stampare in Braille. Una volta sistemata la biblioteca le classi potranno lavorarci e appassionarsi alla lettura come me. Il mio progetto è che la scuola diventi accessibile alle persone non vedenti e ipovedenti attraverso l’utilizzo delle etichette in Braille sulle porte della scuola, simili a quelle dell’ascensore, in modo che i ragazzi siano autonomi nel loro percorso. Potrò organizzare assieme alle insegnanti di italiano un gruppo di classi che, riunite, leggeranno ad alta voce i libri e così potranno appassionarsi alla lettura e alla scrittura».

Hai trovato delle difficoltà?
«In verità non ci sono state grandi difficoltà. La scuola si è adoperata per portare a compimento la mia idea e ridare vita alla biblioteca “nascosta” dell’Istituto. A me faceva piacere trasportare libri. Il fatto però era che avevo di fronte una vera montagna di libri alta quasi fino al soffitto e piena di polvere. Mi sembrava che non finissero più ma aumentassero ogni giorno. All’inizio ero disorientata. Non sapevo da dove cominciare perché non sapevo che i libri avessero una collocazione da rispettare. Non sapevo che gli scaffali avessero un numero preciso per il semplice fatto che non lo vedevo e così li ho memorizzati. Ora riconosco tutti gli scaffali senza l’aiuto di qualcuno e leggo le etichette dei libri con il supporto del videoingranditore».

Sei soddisfatta del lavoro che farai in biblioteca?
«Sì, sono soddisfatta del lavoro che finora ho svolto e sto cominciando a credere che il lavoro in biblioteca non sarà così semplice come pensavo ma un lavoro di responsabilità come tutti perché non esiste un lavoro semplice al mondo. Ho sempre amato la tranquillità, la solitudine e il silenzio che la lettura offre a una persona poco socievole come me. Ho sempre visto i libri come amici immaginari ma penso che questo lavoro possa farmi socializzare con persone amanti della lettura. Tutto questo sarà una grande sfida per me».

Il progetto è stato accolto dal professor Francesco Lucantoni, dirigente dell’istituto. Con le docenti Anthonyla Bosco e Patrizia Massa l’alunna ha iniziato un percorso di approfondimento rispetto all’organizzazione di una biblioteca. Grazie alla collaborazione con la Lega del filo d’oro la biblioteca si potrà dotare di ausili utili per facilitare la studentessa nei compiti di catalogazione, sistemazione e ricerca dei volumi. Fin da subito il progetto si è caratterizzato come un’attività per lo sviluppo di mansioni pre-lavorative immaginando la possibilità appunto, per l’anno prossimo, di inserimento sociale.

Il dirigente scolastico commenta: «Tutto questo fa parte di una serie di progettualità considerando che la nostra scuola è un punto di riferimento per l’inclusione. In questa scuola si lavora seguendo la personalizzazione della didattica in tutte le classi. Questo progetto in particolare avrà grandi ricadute per la studentessa per il proseguo di un progetto di vita e per tutti gli studenti, infatti è un’occasione per condividere i contenuti della biblioteca e per lavorare insieme a loro. Ci sarà uno spazio per curare i libri e nella tv web scolastica si parlerà proprio di quei libri. Tutte le componenti scolastiche sono integrate insomma per un fine comune».