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Loreto, l’antica farmacia della Santa Casa entra nei “Luoghi del cuore” del Fai

Un edificio importantissimo, come dimostrano gli inventari custoditi nell'Archivio della Santa Casa. Nel sito del Fondo Ambiente Italiano è possibile cliccare e votare per portare la struttura all'attenzione nazionale

LORETO – Sono passati molti anni da quando l’antica farmacia della Santa Casa di Loreto svolgeva le sue funzioni. Oggi è posta al piano terra del lato corto del palazzo Apostolico antistante piazza della Madonna ed è “Luogo del cuore” del Fai. I click sono a portata di tutti coloro che entrano nel sito del Fondo. Più numerosi saranno i voti, più il Fai riuscirà a portare il luogo all’attenzione locale e nazionale. Lo stabile della farmacia è composto di due stanze: la prima con un mobilio tipico da farmacia, dove probabilmente si trovava il punto vendita sulla piazza, la seconda con la volta decorata nelle quattro vele con grottesche, stemmi e ritratti di scienziati e dottori in medicina.

L’importanza di questa antica farmacia è dimostrata dagli inventari custoditi nell’Archivio della Santa Casa, risalenti al 17esimo secolo, nei quali si può comprendere quanto questa struttura fosse fondamentale sotto il profilo sanitario e come fosse in grado di rispettare tutte le prescrizioni sancite dal governo dello Stato Pontificio in materia di salute pubblica. Dal confronto con le prescrizioni di Legge, l’Antica farmacia della Santa Casa era in grado di fornire altri medicamenti composti, rispettosi della farmacologia galeno-araba in grado di curare la maggior parte dei pellegrini malati provenienti anche dagli stati esteri, oltre che alleviare le sofferenze dei ricoverati all’ospedale e degli abitanti della città bisognosi di cure.

In alcune situazioni di particolare indigenza le medicine venivano offerte al corrispettivo di una oblazione calcolata sulla base delle disponibilità economiche del malato. L’importanza della farmacia della Santa Casa è testimoniata oggi dal gran numero dei vasi da farmacia, ancora in gran parte esistenti, conservati nel Museo Pontificio Santa Casa. Si tratta di maioliche di pregiata fattura che un tempo ammontavano a 550 pezzi e che oggi raccontano la grande tradizione della farmaceutica loretana. Albarelli da farmacia, brocchette, vasi, vasetti, brocche per l’acqua medicamentosa e giaroni erano utilizzati per conservare al meglio le materie prime, gli unguenti, le pillole, le polveri, gli sciroppi ed altri medicamenti creati dalle sapienti mani degli speziali. Le maioliche vennero realizzate e decorate dai maestri di Urbino.