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Libera Jesi al corteo contro le Mafie

L'associazione di Jesi ha partecipato oggi (21 marzo) a Grottammare alla giornata regionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle Mafie. Don Ciotti: «Ci può essere una politica senza mafia, ma non ci può essere una mafia senza politica»

Libera Jesi a Grottammare

JESI – Libera presidio di Jesi ha partecipato oggi a Grottammare alla giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle Mafie.

Tantissimi i giovani da tutta la regione che hanno preso parte all’evento. Dopo il corteo partito dalla stazione e snodato per le vie del centro, si è arrivati a piazza Kursaal dove sono stati letti i nomi di oltre 900 vittime della mafia. Le conclusioni sono state affidate a Paola Senesi, referente regionale. A Grottammare tantissimi giovani, soprattutto scuole superiori, scout, una scuola elementare di Arquata del Tronto, la delegazione regionale di Libera alla testa del corteo. La manifestazione odierna si è svolta in contemporanea alla commemorazione nazionale che si è tenuta a Locri, cui ha partecipato il Presidente della Repubblica.

Così Don Luigi Ciotti alle associazioni e ai movimenti organizzatori della giornata odierna: «In Italia circa due milioni e trecento giovani hanno terminato gli studi ma non trovano il lavoro. Questo problema deve essere una priorità nelle scelte del paese. Non bisogna giudicare nessuno ma dobbiamo interrogarci su cosa si può fare di più per non lasciare soli quanti sono impegnati e quanti credono che bisogna migliorare le cose. L’Italia ha 4.500.000 persone sulla povertà assoluta. Uno si deve interrogare su tutto questo – e ancora – Le mafie non sono figlie della povertà e dell’arretratezza, ma di queste si avvalgono e trovano terreno fertile per poter espandere la loro forza. Dobbiamo richiamarci tutti in una forte attenzione, soprattutto in questo periodo di profonda crisi finanziaria ed economica. Loro (i mafiosi), hanno il denaro, lo riciclano, lo investono. Ci può essere una politica senza mafia, ma non ci può essere una mafia senza politica. La mafia non è l’antistato: è strutturalmente legata allo stato, soprattutto al sistema imprenditoriale».