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Lavoro nero, piaga anche nelle Marche

Lo sfruttamento del lavoro, il caporalato, la mancanza di contratti regolari anche nei cantieri navali marchigiani al centro dell'interrogazione che l’onorevole Beatrice Brignone (Gruppo Misto) ha rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti

Lo sfruttamento del lavoro, il caporalato, la mancanza di contratti regolari sono una piaga sociale che investe anche la nostra regione. A far luce sul fenomeno l’onorevole Beatrice Brignone (Gruppo Misto) che ha dichiarato di aver presentato al Ministro del lavoro e delle politiche sociali un’interrogazione per chiedere quali siano le azioni che intende mettere in campo per contrastarne gli effetti.

«L’interrogazione è stata fatta a seguito dell’esposto presentato nei giorni scorsi dalla Fiom alla Procura di Ancona – ha spiegato Brignone – con la quale si chiede di verificare l’ipotesi di sfruttamento della manodopera portuale a danno di numerosi operai disoccupati che verrebbero precettati dalle ditte appaltanti e sub-appaltanti davanti ai cancelli della Fincantieri per lavori da svolgere all’interno dei cantieri navali in cambio di bassissime paghe giornaliere. La gestione del mercato nero del lavoro attraverso la pratica del caporalato investe non solo il sud, ma tutto il paese e muove un’economia illegale e sommersa che si aggira intorno a 18 miliardi di euro». Come ha sottolineato la deputata di Possibile, il caporalato vede spesso vittime persone in gravi difficoltà economiche disposte a lavorare fuori legge pur di guadagnare qualche euro e senza alcuna forma di tutela e di diritto.

«Se quanto accade al Porto di Ancona corrispondesse al vero – conclude-  sarebbe l’ennesima prova della crescente crisi occupazionale che investe l’Italia e di quanto la recente legge approvata alla Camera per contrastare i fenomeni del lavoro nero e sfruttamento del lavoro, abbia fallito».