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Attualità

Pietro Bartolo al Pergolesi per parlare di migranti

Il medico di Lampedusa è uno dei relatori dell'interessante convegno organizzato dal Rotary Distretto 2090, sabato 17 marzo (ore 16.30), al teatro di Jesi

Locandina del Forum Immigrazione organizzato dal Rotary Jesi
Locandina del Forum Immigrazione organizzato dal Rotary Jesi

JESI – “Welcome..?!”. È il titolo dell’interessante forum distrettuale del Rotary Distretto 2090 in programma sabato 17 marzo, a partire dalle ore 16.30, al teatro Pergolesi di Jesi. Un appuntamento a cui prenderanno parte numerosi relatori, nel quale si parlerà di migrazioni. Su tutti, il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, coadiuvato da esponenti politici locali e regionali, professori, insegnanti professionisti dell’accoglienza e, ovviamente, i tanti rotariani che, quotidianamente, forniscono il proprio contributo sull’argomento.

«Con questo forum distrettuale – spiega Egiziano Iencinella, presidente del Rotary Club Jesi – vorremmo sensibilizzare la popolazione a riflettere su alcuni temi di attualità come l’immigrazione e i migranti. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione il fenomeno dei minori migranti è in crescita. Sulle nostre coste arrivano circa 9500 minori di cui almeno 6500 sono quelli non accompagnati. La finalità dell’incontro è informare l’opinione pubblica affinché si superi la visione di questo fenomeno come problema e si guardi piuttosto a un’opportunità di crescita anche per il nostro Paese. Essendo l’alfabetizzazione uno dei nostri focus crediamo che l’integrazione sociale passi attraverso la conoscenza della lingua, ma anche attraverso le regole sociali, la famiglia, il lavoro, la salute».

I professionisti contattati quali relatori del convegno baseranno i propri interventi sulla loro esperienza professionale ma soprattutto su dati e statistiche oggettivi.

«Verranno da noi a titolo gratuito – precisa il Rotary – perciò in perfetta armonia con il nostro motto: “Servire al di sopra di ogni interesse personale”. Proveremo con il loro aiuto a rispondere alle domande che normalmente ci poniamo sull’argomento. Siamo consapevoli di affrontare un tema epocale che non si risolve con un convegno, ma neanche con muri e negazioni. Riteniamo di dover affrontare la tematica con approfondimenti e con concretezza perché dobbiamo dimostrarci un Paese civile accogliente e rispettoso della legalità ma anche dell’essere umano».

Egiziano Iencinella, presidente del Rotary Club Jesi e il governatore Valerio Borzacchini

La comunicazione in ambito di migranti e immigrazione, del resto, evidenzia sempre il Rotary, «è molto spesso impiegata per trarre conclusioni sensazionalistiche e affrettate. Il Rotary ha fra le sue aree di intervento la ‘Pace e prevenzioni dei conflitti”, “la salute materna e infantile” e l’alfabetizzazione”. Ciò che ha reso il nostro impegno per questo tema più incisivo sono i Centri della Pace del Rotary creati nel 2002. Ogni anno il programma prepara dei professionisti per renderli operativi nella cooperazione sia a livello nazionale sia internazionale. Oltre 900 borsisti della pace stanno applicando le loro competenze in vari campi: risolvendo conflitti di confine nell’Africa occidentale, sviluppando programmi di assistenza presso la Banca Mondiale, stilando bozze di proposte legislative per proteggere i bambini sfruttati in Brasile, fornendo protezione ai diplomatici USA e in tante altre carriere nel campo della pace. Promuoviamo attività di formazione per ridurre le cause che generano conflitti e finanziamo numerose borse di studio per promuovere la pace. Ci impegniamo con i nostri borsisti ad aiutare le comunità cooperando con le istituzioni. È chiaro dunque che siamo un’associazione attiva in questioni come la buona governance e la coesistenza pacifica fra popoli e nazioni diverse».