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Ancona

La sindaca Mancinelli: «La fase della progettazione deve chiudersi entro un anno»

Il protocollo, firmato oggi, prevede una serie di interventi ad Ancona, in vista della realizzazione di una infrastruttura strategica, ovvero il collegamento porto - grande viabilità

Il ministro Delrio ad Ancona per la firma del protocollo d’intesa su Lungomare nord (Foto: Regione Marche)

ANCONA- La svolta per collegare il porto alla grande viabilità potrebbe essere finalmente arrivata. A due mesi dalla bocciatura del progetto sull’Uscita Ovest, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, oggi a ad Ancona, a Palazzo degli Anziani per firmare un protocollo d’intesa su “Interventi per la riqualificazione urbana, la messa in sicurezza dell’azione meteomarina e velocizzazione della linea ferroviaria Adriatica e per il collegamento viario della SS16 al Porto di Ancona”. A siglare l’accordo il Ministero delle Infrastrutture e  dei Trasporti, Regione Marche, Comune di Ancona, Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centrale,  Anas e Rete Ferroviaria Italiana.

Sono previsti una serie di interventi fondamentali in vista della realizzazione di una infrastruttura strategica, ovvero il collegamento porto – grande viabilità,  che il territorio attende da decenni. Sono previste quindi grandi opere: la velocizzazione e spostamento della linea Fs Adriatica, il raddoppio delle Ss16, l’interramento del piede di frana, collegamento viario tra il porto di Ancona e la Ss16. Ora manca solo l’ultimo tassello: trovare una soluzione all’ultimo miglio, il tratto di strada che collegherà la Ss 16 alla Flaminia.

«Il collegamento porto – grande viabilità è un’opera improcrastinabile per lo scalo dorico ma è altrettanto importante per alleggerire il quartiere di Torrette dal traffico e per agevolare i flussi che provengono dall’area a nord – commenta il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli-. È fondamentale che i tempi di realizzazione siano rapidi: la fase della progettazione deve chiudersi entro un anno al massimo. L’obiettivo è che le opere rientrino nel contratto di programma 2018 – 2022 tra Ministero e Anas. Ne va della credibilità delle istituzioni, in primis dello Stato, evitando altri pantani».

Dopo vent’anni, messa una croce sopra al progetto della Passante dorico per l’uscita a ovest dal porto (il Ministero non  ha ritenuto economicamente sostenibile i 480milioni di euro necessari), si guarda avanti. «Sono state fatte valutazioni che hanno portato al rifiuto della società concessionaria delle proposte di aggiustamento. Ci sembra giusto avviare parallelamente il percorso di una soluzione progettuale sostenibile che arretra la ferrovia, dà alla città un parco, e tende a risolvere i problemi del porto, ben gestito e in crescita – dichiara il Ministro Delrio-. I progetti vedono impegni specifici di Rfi e Anas. Per il raddoppio della Ss 16 le risorse sono pari a 230 milioni di euro, già disponibili. Per la velocizzazione della linea Fs sono ‘già disponibili 15 milioni di euro. Altri 14 milioni sono destinati ai lavori di dragaggio del porto. Nel 2017, inoltre, è prevista l’appaltabilità del raddoppio della Statale 16, mentre i cantieri di Rfi possono partire entro un anno da oggi.  Manca solo da trovare una soluzione all’ultimo miglio, il tratto di strada che collegherà la Ss 16 alla Flaminia, in modo che si possa procedere alla progettazione e quantificare i costi».

«Parliamo di un collegamento strategico per tutte le Marche, di una macchina dell’economia, il porto, che porta con sé valori importanti per tutto il territorio. Non sono progetti che vanno per conto loro e la Regione ci sarà: metteremo le risorse umane ed economiche che servono. Così come abbiamo aderito al progetto di interramento del piede della frana» afferma Luca Ceriscioli, presidente Regione Marche.

«Il porto sta crescendo nei numeri, nelle dimensioni, nello scacchiere dei rapporti strategici dell’Italia del Mare. L’essere a capo del Sistema dei porti dell’Adriatico centrale, che interessa 216 chilometri di costa, è motivo di grande orgoglio ma anche di grande responsabilità. Sono due i fattori di cui tenere conto: i tempi che vanno accorciati, e la necessità improrogabile di avere l’infrastruttura che ci colleghi alla grande viabilità. Un sistema intermodale è importante ma non può sostituire completamente il trasporto su gomma: ferro e gomma devono viaggiare insieme» sostiene Rodolfo Giampieri, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico centrale.

«Dotare il porto di Ancona di un collegamento diretto e agevole con la viabilità statale è una esigenza non più differibile- interviene il presidente dell’ANAS, Gianni Vittorio Armani -.  Con questa firma Anas conferma l’impegno a trovare soluzioni progettuali condivise per superare le difficoltà tecniche di un intervento necessario quanto complesso». «Questa intesa non può che aumentare il grado di performance all’interno di una progettualità più ampia e definita ce interessa l’area Adraitica. Quello che prende le mosse oggi è un ottimo esempio di progettazione integrata e di una best practice» sottolinea il Direttore commerciale di RFI, Giampiero Strisciuglio.