Attualità

La scuola unita e solidale con il ragazzo aggredito

L'istituto Nebbia prepara una manifestazione per esprimere la propria vicinanza al 18enne down picchiato al capolinea dei bus di Osimo mentre si stava recando a scuola

OSIMO – Tutti uniti per testimoniare vicinanza e solidarietà al giovane ragazzo down di Offagna picchiato mentre aspettava l’autobus. Studenti ed insegnanti dell’istituto Einstein Nebbia di Loreto si sono stretti vicino al loro compagno vittima di vessazioni da parte di alcuni bulli, convocando per questa mattina un’assemblea. Oltre a denunciare l’accaduto e chiedere provvedimenti inflessibili contro gli autori delle violenze, l’obiettivo è quello di organizzare un corteo per mantenere viva l’attenzione sull’increscioso episodio.

Il caso ha suscitato molto scalpore con reazioni di sdegno ed una mobilitazione generale senza precedenti. Ad interessarsi del fatto anche Striscia La Notizia che nei prossimi giorni proverà ad approfondire la questione. I genitori del 18enne coinvolto in questa squallida storia hanno sporto denuncia ai carabinieri di Osimo per provare ad identificare i responsabili dell’aggressione e mettere fine alle «continue sevizie che nostro figlio subisce da alcuni coetanei».

Da tempo, infatti, il ragazzo sarebbe stato preso di mira da un gruppo di minorenni offagnesi con continue umiliazioni e percose. In alcuni casi avrebbero anche provato ad ustionarlo con un accendino acceso vicino al suo braccio: «Lo prendono in giro a mo’ di pollo – affermano i famigliar i- e rischiano di fargli male. Lui non se ne rende neanche conto e continua a ridere, ma in realtà oltre a ferirlo ledono la sua dignità tutte le volte che lo scherniscono perchè non riesce a difendersi». Aggressioni sulle quali spetterà ai carabinieri indagare.

Ai militari la mamma del ragazzo con sindrome di down ha spiegato di aver parlato con uno dei bulli di Offagna che spesso molesta il figlio: «Ha ammesso il gioco con l’accendino per bruciargli il braccio come se fosse un pollo. Ha detto che è uno scherzo e che non gli avrebbero fatto del male, ma non è ammissibile». I genitori vogliono accertare se i responsabili dell’aggressione avvenuta giovedì scorso siano gli stessi residenti ad Offagna che da tempo inveiscono contro il figlio. Sarà ora compito delle forze dell’ordine fare luce sulla vicenda potendo contare anche su alcuni filmati di una telecamera per la videosorveglianza che potrebbero sciogliere i molti dubbi che ancora avvolgono questo triste episodio.

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