La manifattura si modernizza

Come trasferire il "know how" della manifattura additiva alle aziende del territorio per renderle competitive e non soccombere? Con un corso ad hoc, come quello che si è tenuto a Osimo

OSIMO – Il successo è stato tale che si pensa già alla prossima edizione.

Si è concluso a Osimo con ottimo riscontro il corso “Tecnico manageriale di manifattura additiva”, un’iniziativa formativa con l’obiettivo di aprire una finestra sul futuro della manifattura attraverso la conoscenza delle tecnologie e degli strumenti di produzione additiva, come la stampa 3d.

Obiettivo: trasferire alle imprese competenze specifiche relative alla tecnologia della manifattura additiva e fornire alle diverse figure aziendali il “know how” necessario in base alle proprie funzioni e settori di attività. «Dato il grande successo riscosso dall’iniziativa – commenta Andrea Rossi, responsabile innovazione Confartigianato – intendiamo ripeterla anche il prossimo anno e passare dall’attività formativa all’implementazione pratica con interventi operativi all’interno delle aziende coinvolte».

Il corso, specifico e di livello qualitativo elevato, ha coinvolto una quindicina di aziende del settore plastico e metalmeccanico del territorio, è stato organizzato da Confartigianato di Ancona – Pesaro e Urbino e dal Polo tecnologico produttivo di Castelfidardo con il contributo di Nuova Banca Marche e la partecipazione dell’Isis Osimo e JCube, e si è avvalso di un pool di esperti e ricercatori: il gruppo Ram (“Research on additive manufacturing”) che unisce il dipartimento “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Parma e l’Università Politecnica delle Marche, il Politecnico di Torino e alcune aziende internazionali fornitrici di servizi o attrezzature, come Poly-shape (Francia), Eos (Germania) e Skorpion di Segrate. Responsabile scientifico del corso il professor Andrea Gatto del dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia.