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La maggioranza perde la Sinistra

Lo strappo nel corso del consiglio comunale osimano convocato ieri nel trado pomeriggio con un solo ordine del giorno: quello sull'integrazione tra Inrca e ospedale cittadino

L'ospedale di Osimo
L'ospedale di Osimo

OSIMO – Tanto tuonò che piovve, è proprio il caso di dirlo. Il consiglio comunale convocato per il tardo pomeriggio di ieri a Osimo con un solo ordine del giorno sull’integrazione tra Inrca e ospedale di Osimo, ma di primaria importanza vista anche la presenza dei vertici di Asur e Inrca, ha acceso la miccia per la fuoriuscita della Sinistra dalla maggioranza già paventata nelle sedi di partito.

«Oggi suonano le campane a morto della sanità osimana, anzi, le suono io. Se si sigla questo documento lunedì formalizzeremo l’uscita di “L’altra Osimo con la Sinistra” dalla maggioranza. Si tratta dell’ennesimo selfie scattato sulle macerie», ha detto dopo un lungo dibattito il consigliere Fabio Pasquinelli appoggiato dall’altro rappresentante in sala Gialla per il gruppo, Carlo Catena.

«Dispiace molto – ha replicato ai microfoni il sindaco democrat Simone Pugnaloni -. La fusione con l’Inrca può solo che farci bene. L’ospedale “Ss. Benvenuto e Rocco” resterà aperto, le maestranze saranno salvaguardate, i reparti addirittura potenziati, sempre in attesa della costruzione della struttura all’Aspio di Camerano». L’odg al voto è passato con il no delle minoranze:

«Siamo stati convocati in Consiglio per ratificare l’accordo che il sindaco ha già sottoscritto con il presidente Luca Ceriscioli un anno fa. L’ospedale di Osimo viene integrato con l’Inrca, in pratica il nostro nosocomio diventerà “ambulatorio” dell’Inrca. La priorità per la politica è un ospedale al risparmio. Io sono contro», ha detto il consigliere del Gruppo misto Maria Grazia Mariani.

«Totale è lo scollamento tra le strategie Asur e della politica rispetto alle reali esigenze dei cittadini costretti a fare i conti con liste di attesa lunghissime e servizi che non rispondo ai loro bisogni», affermano i consiglieri del Movimento 5 stelle David Monticelli e Sara Andreoli.

Grandi assenti le Liste civiche: «Non abbiamo partecipato perché riteniamo che il documento al voto sia solo un atto con cui la maggioranza, abusando della pazienza dei concittadini, si sottomette alle condizioni imposte dal governo regionale circa le sorti del nosocomio osimano e che non mira in alcun modo ad ottenere garanzie reali per la sua salvaguardia».

A discutere del progetto il direttore dell’Asur Marche Alessandro Marini, il direttore generale dell’Inrca Gianni Genga, il direttore di Area vasta 2 Maurizio Bevilacqua e del direttore sanitario dell’Asur Marche Nadia Storti. Tra il pubblico i sindacalisti, con cui ci sarà un incontro lunedì 13, e le maestranze del “Ss. Benvenuto e Rocco”.

Nell’odg si chiede di impegnare sindaco e giunta affinché, nell’integrazione, la proposta di legge regionale preveda che il nosocomio di Osimo rimanga ospedale di rete a servizio della zona a sud di Ancona, dotato di propria autonomia organizzativa e operativa secondo gli obiettivi e i budget assegnati dalla Regione, che venga sancita la salvaguardia dei posti di lavoro del presidio di Osimo, dei loro contratti di lavoro pubblico, e che la struttura continui a esistere e a operare fino all’effettiva inaugurazione della nuova all’Aspio di Camerano, secondo gli accordi previsti dal protocollo d’intesa siglato da Regione, Comune, Asur e Inrca. Nel corso del 2014 infatti Inrca e Asur avevano predisposto un protocollo di intesa per lo sviluppo delle attività assistenziali in previsione della realizzazione dell’ospedale di rete, protocollo diventato operativo il primo ottobre 2015 con due unità interaziendali, Chirurgia generale e Urologia, e poi con l’attivazione di diverse attività ambulatoriali tra cui Ortopedia e Cardiologia.

Si è parlato anche di ampliamento del pronto soccorso: il sindaco ha annunciato che con gli introiti della vendita di una casa con terreno di proprietà ex Usl in via San Giovanni contribuirà per circa 300mila euro alle spese di finanziamento per l’opera attesa da anni.