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Kairos Air, Tanoni: «Il primo aereo si chiamerà Aldo Davanzali» – VIDEO

Il deus ex machina della compagnia aerea delle Marche, nata da una cordata di industriali, ci racconta in esclusiva, gli obiettivi e la ricaduta occupazionale dell'importante progetto

L'avvocato Paolo Tanoni

ANCONA – «C’è una esigenza connettiva avvertita e nessuna risposta alla carenza infrastrutturale delle Marche». L’avvocato Paolo Tanoni, deus ex machina della compagnia aerea marchigiana Kairos Air, spiega in questi termini lo spirito che ha portato un gruppo di imprenditori marchigiani ad unirsi per bypassare l’isolamento in cui versano ormai da anni le Marche.

La società, nata la scorsa settimana nello studio di Ancona del notaio Stefano Sabatini, con i primi 4 soci, fra i quali figurano esponenti di spicco dell’imprenditoria marchigiana, come Francesco Merloni, le famiglie Guzzini e Ottaviani e Luisa Davanzali, erede del patron di Itavia, fallita dopo la strage di Ustica, vede l’adesione di un numero ampio di imprenditori, «fra 40 e 50» spiega il legale.

«Abbiamo chiesto ai più significativi – prosegue – di sottoscrivere 100mila euro di capitale sociale e 50mila euro di prestito di un finanziamento che la Comunità Europea richiede per i primi 3 mesi di attività della compagnia aerea, 50mila euro, per raggiungere un capitale sociale sostanziale di 5milioni e un finanziamento soci di 2milioni e mezzo. Spontaneamente molti si sono aggiunti dicendo che vogliono contribuire – spiega – : dagli artigiani ai commercianti, perché ciascuno comprende quanta incidenza l’infrastruttura ha sulla sua attività quotidiana. Non lo so dove atterreremo, vediamo di atterrare in un capitale che ci consenta di volare».

Un progetto, quello di Kairos Air che vuole essere «sociale» come spiega il legale, membro del cda di Ariston Thermo e promotore della costituzione societaria. «Vogliamo metterci insieme perché ormai abbiamo capito che nessun altro verrà ad assicurare voli aerei nelle Marche» e l’obiettivo degli imprenditori è quello di arrivare ad un capitale sociale che consenta alla compagnia in prima battuta di volare per almeno due anni.

Un progetto che avrà una ricaduta occupazionale importante sulla regione, tanto che Paolo Tanoni evidenzia «dobbiamo assumere 53 persone subito, la cosa che mi ha sorpreso è che abbiamo la fila dei piloti che volano a livello internazionale e sono nati nelle Marche, che vogliono tornare in questa regione. Ad oggi di piloti, non l’avrei mai detto, ne abbiamo in esubero». Insomma secondo il legale si sta creando «un movimento positivo intorno all’iniziativa».

Sull’importanza dell’eredità della famiglia Davanzali nell’imprinting del progetto, afferma che «quello che Aldo Davanzali fece all’epoca fu pionieristico, noi oggi dovremo farlo con un sistema diverso, però ricordarsi delle origini è importante per questo – conclude -, con grandissima probabilità il primo aereo che volerà si chiamerà Aldo Davanzali».