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Jesi, solidarietà ai lavoratori Elica: il consiglio comunale devolve il gettone di presenza

La proposta lanciata da Jesi in Comune è stata votata all’unanimità dall’aula consiliare. Agnese Santarelli: «È un piccolo gesto simbolico»

Presidio lavoratori Elica

JESI – Il consiglio comunale devolve il gettone di presenza della seduta odierna, 29 aprile, alle organizzazioni sindacali Fiom, Fim e Uilm quale contributo alla vertenza Elica, «o in alternativa a un fondo appositamente costituito, anche sollecitando i consigli comunali del territorio per analoghe iniziative, in favore di tutti i lavoratori dell’azienda». Approvata all’unanimità, oggi pomeriggio, la mozione presentata da Jesi in Comune per esprimere solidarietà e vicinanza alle maestranze coinvolte, chiedendo al sindaco Massimo Bacci di attivarsi, per quanto di competenza, al fine di incidere sulla risoluzione del problema.

Un atto, quello formalizzato dalla forza di minoranza, integrato da un emendamento di Giancarlo Catani di Patto x Jesi, in cui si propone di ampliare il discorso a tutti i lavoratori delle aziende in difficoltà, suggerendo all’amministrazione di partecipare al tavolo di confronto istituito presso il comune di Fabriano.

«La Elica SpA, multinazionale di Fabriano, leader mondiale della produzione di cappe da cucina, ha presentato un piano industriale che prevede 409 esuberi complessivi su 560 dipendenti e la delocalizzazzione del 70% delle produzioni attualmente realizzate in Italia con la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi e di interi reparti di quello di Mergo – spiega Jesi in Comune nella mozione – Tale vicenda si inserisce in una già complessa situazione lavorativa della zona del fabrianese, della intera Vallesina e di tutta la Regione Marche e coinvolgerà necessariamente anche molti lavoratori e lavoratrici dell’indotto. L’annuncio di tale piano arriva dopo anni di riorganizzazioni aziendali che si sono evidentemente dimostrate fallimentari, nonostante i contributi pubblici di cui l’azienda ha usufruito. La scelta della multinazionale di delocalizzare rinunciando agli investimenti in Italia per poter lucrare sul dumping sociale per pure logiche economiche e finanziarie è un atto gravissimo nei confronti del nostro territorio. Le organizzazioni sindacali hanno intrapreso tutte le forme di lotta possibili per difendere i posti di lavoro e garantire dignità ai lavoratori ed alle lavoratrici. È necessario in questo momento che anche la politica e la società civile esprimano la più forte e sentita solidarietà e vicinanza a tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici».

«Sappiamo – dice Agnese Santarelli di Jesi in Comune – che la mozione e il gettone di presenza non risolveranno i problemi, ma li consideriamo una piccola azione simbolica per manifestare la vicinanza di questo consiglio comunale ai lavoratori».