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«Ora vola come hai sempre fatto»: il funerale di Pietro Saburri, carrozziere con la passione per il volo

Si sono svolti nella Chiesa del Divino Amore di Jesi, i funerali dell'imprenditore 54enne di Scorcelletti, titolare dell'officina “Saburri & Murri". Durante la funzione, celebrata da Don Paolo, non sono mancati messaggi e ricordi da amici e colleghi

JESI- La Chiesa del Divino Amore era gremita di persone per salutare Pietro Saburri, carrozziere 54enne stroncato da un malore nella notte dello scorso 12 luglio a Chiaravalle, mentre era alla guida della sua Renault Clio.

Un uomo sempre disponibile e appassionato del suo lavoro, ma anche attento agli altri e mai arrabbiato, reperibile h24 per il soccorso stradale. Così è stato ricordato da familiari, amici e colleghi. «Anche nel momento della morte se ne è andato in punta di piedi, mettendosi al ciglio della strada per non disturbare nemmeno chi transitava»: con queste parole Don Paolo, che ha celebrato il funerale, ha descritto le dinamiche della morte dell’imprenditore jesino. Saburri infatti, appena accusati i sintomi del probabile infarto, ha accostato l’auto, disimpegnando nell’immediato la carreggiata.

Il carrozziere, noto a Jesi perché co-titolare da 36 anni dell’officina “Saburri & Murri” in Via Gorgolungo, lascia la moglie Gigliola Santinelli, le figlie Sofia ed Elisa e la madre Anna. Durante la funzione, ricca di abbracci e gesti di vicinanza, amici e colleghi gli hanno dedicato un pensiero. Tra questi Salvatore, presentato dal parroco come «un ragazzo venuto da lontano, senza casa né famiglia, che Pietro ha accolto e ospitato, come un vero amico».

Amicizia, dignità, impegno sono state le parole più ricorrenti della cerimonia. Ma non sono mancate nemmeno “ingiustizia” e “solitudine”, condizioni più volte espresse nelle testimonianze di chi è intervenuto. Prima dell’estrema unzione, Don Paolo ha sottolineato infatti: «Consapevoli che le vie del Cielo non sono sempre comprensibili, nel silenzio preghiamo per Pietro, custodendo nel cuore il suo ricordo”.

La foto riportata nel manifesto celebrativo ricorda come Saburri fosse un grande amante del volo. Così come gli scatti del suo profilo Facebook, davanti a un velivolo I-B 195. Tra commozione e applausi, il parroco ha concluso la cerimonia proprio ricordando questa forte passione: «A Pietro piaceva volare in alto e la preghiera ci dà le ali. Ora vola, come hai sempre fatto».
Il prossimo mercoledì 31 luglio alle 18.30 alla Chiesa del Divino Amore si svolgerà la Messa del Settimo Giorno, per ricordarlo ancora una volta.