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Jesi

Jesi, fontana dei Leoni: Roberto Morosetti di nuovo all’attacco

Il figlio di Cassio Morosetti torna a manifestare forti perplessità sulla traslazione del monumento in piazza della Repubblica: «Sono parecchio incazzato»

I lavori di spostamento della fontana dei Leoni

JESI – Lo spostamento della fontana dei Leoni va avanti. Così come le polemiche. Torna a farsi sentire Roberto Morosetti, figlio di Cassio Morosetti (colui che ha donato 2 milioni di euro per l’operazione) E stavolta, sempre utilizzando la pagina Facebook di #piazzalibera, è stato persino più duro rispetto allo sfogo di qualche settimana fa.

«Questo non è “Riportare la fontana in Piazza della Repubblica”, questo è “Demolire la fontana dei leoni e costruirne una praticamente da zero in Piazza della Repubblica” – tuona Roberto Morosetti, commentando un post dei contrari allo spostamento del monumento, che hanno superato le settecento firme -. Sono certo che non intendeva questo mio padre, con le parole del testamento, non desiderava certo che la fontana – custode dei suoi ricordi jesini e ammantata dell’aura del tempo – venisse rasa al suolo. Non gliene sarebbe importato nulla di una fontana nuova (praticamente un simulacro di quella originale) e sono parecchio incazzato anch’io per come sono andate le cose. Inoltre è giusto che lo dica: ho parlato brevemente con l’esecutrice testamentaria e a questo punto non è per niente scontato che lei e il tribunale di Milano, che deve ratificarne l’azione, riterranno esaudite le volontà di mio padre. E se la cosa non verrà giudicata “Spostamento” ma “Rifacimento” il lascito verrà dirottato alle associazioni di beneficenza».

L’operazione e il relativo progetto, secondo Roberto Morosetti, «andavano preliminarmente discussi con l’esecutrice testamentaria, e se un vero “spostamento” non si poteva fare, non lo si faceva. Di una triste “fontana nuova” non se ne fa niente nessuno, né mio padre, né io, né il Comune, né la cittadinanza, che a questo punto spero vivamente riesca a fermare i lavori».

Proseguono, nel contempo, i lavori di smontaggio del monumento, che verrà rimontato tale e quale di fronte al teatro Pergolesi, ad eccezione dell’obelisco che – per ragioni di sicurezza – verrà rinforzato mediante un supporto interno in acciaio: a metà aprile è in programma la delicatissima operazione.