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Jesi, cucina unica centralizzata delle mense scolastiche: si cerca un immobile

La Jesiservizi intende acquistare un edificio all’interno della zona industriale per garantire i pasti alle scuole cittadine. I dubbi dell’opposizione

JESI – Un nuovo locale per la cucina centralizzata delle mense scolastiche. La società municipalizzata Jesiservizi, alla luce degli imminenti lavori alla casa di riposo, che ospita attualmente il centro cottura unico, sta valutando di acquistare un immobile per rispondere a tale esigenza.

La proposta in questione, si spiega, è relativa «ad un immobile situato in via Grandi (Zona industriale ZIPA) per un prezzo da trattare, comunque non superiore ad € 700.000,00 secondo quanto prestabilito dall’Avviso per la tipologia f.3 (immobili già provvisti delle attrezzature adeguate nuove e/o usate ma in buono stato di conservazione per l’esecuzione del suddetto servizio e prodotte da primarie imprese di ristorazione collettiva)». A tale proposito, l’amministrazione è pronta a prorogare il contratto di servizio di dieci anni, fino al 2034, così da consentire alla municipalizzata di reperire le risorse per l’operazione immobiliare. La pratica sarà messa al voto nel fine settimana, 29-30 luglio, in consiglio comunale.

Un’ipotesi che non convince del tutto Emanuela Marguccio del Pd. «Dal 2013 – ricorda in un’interrogazione la consigliera comunale di minoranza – i pasti per le mense scolastiche vengono preparati presso i locali della Casa di Riposo, nella quale sono previsti lavori di ristrutturazione. I pasti preparati presso l’immobile da ristrutturare sono ben 2500 ed è necessario che l’edificio presso il quale verranno accolte le attrezzature necessarie abbia caratteristiche specifiche e permetta la distribuzione del cibo entro i tempi necessari per conservarne la qualità. Jesiservizi ha dichiarato di essere interessata unicamente ad acquisire un immobile a titolo di piena proprietà. Per l’acquisto dei locali da adibire a mensa centralizzata è stata prevista una spesa che oscilla tra i 500 mila euro e i 750 mila euro».

La consigliera Marguccio chiede «se è vero che l’acquisto di un immobile da utilizzare per la mensa centralizzata è l’unica soluzione prevista, oppure sono al vaglio anche altre alternative per garantire la somministrazione dei pasti presso le mense cittadine limitando le spese ed evitando disservizi».