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Jesi, chiusura Caterpillar. Bacci: «Pugno nello stomaco a famiglie e territorio»

Il sindaco: «Scorrettezza inaudita». Il Pd: «Politica industriale predatoria». Per Jesi in Comune: «Si prosegue drammaticamente nella Vallesina con lo scippo del lavoro». La solidarietà a lavoratori e lavoratrici

Il direttore dello stabilimento Caterpillar di Jesi Chatain, col megafono, annuncia la chiusura ai lavoratori

JESI – «Una scelta incomprensibile, un pugno nello stomaco a centinaia di famiglie ed a questo nostro territorio». Lo dice il sindaco Massimo Bacci, sulla scelta di Caterpillar. «La comunità di Jesi – afferma il primo cittadino – non può far passare sotto silenzio la gravissima decisione unilaterale di Caterpillar e si attiverà anzi fin da subito con le organizzazioni sindacali per aprire immediatamente un tavolo in Regione e uno al Ministero con il quale costringere la proprietà ad assumersi tutte le proprie responsabilità che non possono ricadere sulle spalle dei lavoratori».

Prosegue Bacci: «Lo stabilimento di Jesi è da sempre considerato un fiore all’occhiello del gruppo Caterpillar, dove vi è una organizzazione e uno studio dei processi produttivi assolutamente all’avanguardia, che ho anche avuto modo di verificare di persona, con lavoratrici e lavoratori di grandi capacità e di marcata professionalità: un’azienda a pieno titolo perfettamente integrata nel nostro territorio, anche avvalendosi di un importante indotto. Non può essere la semplice logica dei costi, che altrove sarebbero inferiori, a giustificare così all’improvviso la scelta di chiusura, tanto più che è assodato che inseguire il solo guadagno non ha mai ripagato nessuna strategia industriale».

Caterpillar Jesi

Infine, commenta il sindaco: «Le modalità poi con cui è stata data questa notizia ai lavoratori, alla vigilia di Natale, appare di una scorrettezza inaudita e poco rispettosa di una comunità che ha accolto tanti anni fa Caterpillar e che ha permesso a questa azienda, attraverso il know how, le competenze e la dedizione al lavoro di centinaia di dipendenti di raggiungere importanti traguardi industriali. Per questo nel respingere con forza la comunicazione di chiusura, nell’esprimere piena solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, ci attiveremo con tutti i mezzi e su tutti i fronti per costringere l’azienda a recedere da questa posizione unilaterale e ad avviare un confronto serio, concreto, con la parte sindacale ed istituzionale, per pretendere il ritiro del piano e l’annuncio di precise strategie industriali dove la componente umana non può essere in alcun modo posta come merce di scambio».

Caterpillar, il Pd di Jesi: «Politica industriale predatoria»

«Il partito democratico di Jesi – interviene il segretario cittadino dem Stefano Bornigia- nell’apprendere la gravissima notizia della volontà della proprietà della Caterpillar di chiudere lo stabilimento di Jesi, esprime la sua vicinanza ai lavoratori e dà la sua disponibilità a sostenere tutte le iniziative che i lavoratori ed il Sindacato vorranno intraprendere. Dopo aver preso contatto con le forze sindacali ci siamo da subito attivati per portare la questione all’attenzione dei nostri rappresentanti a partire dai più alti livelli nazionali».

Per Bornigia: «Ogni forza politica ed ogni livello amministrativo devono fare fronte comune per evitare la perdita di posti di lavoro e contrastare unitariamente questa politica predatoria che nel momento di minor introiti lascia a piedi i lavoratori ed il territorio. Questa gestione di politica industriale depaupera la nostra comunità, i lavoratori, le professionalità per scegliere di produrre altrove con maggior profitto. Neanche l’esperienza pandemica è servita ad insegnarci l’importanza di mantenere le produzioni nei nostri territori che siano mascherine o componenti, la nostra economia necessita di una approfondita riflessione all’altezza delle sfide che i nostri tempi ci pongono».

Mangialardi, Capogruppo Pd regionale: «Si devono vergognare. Inaccettabile nel merito e nella forma»

«Si devono vergognare. L’annuncio della chiusura del sito produttivo della Caterpillar di Jesi è inaccettabile nel merito e nella forma. Nel merito, perché affossare un’azienda che lavora a pieno regime su 3 turni, con tanto di richiesta di straordinari e bilanci in attivo, significa fare mera speculazione sulla pelle dei lavoratori e del territorio. Nella forma, perchè un amministratore delegato che si presenta ai sindacati con i guardaspalle richiama metodi appartenenti al passato più buio e lugubre della storia italiana».

A dirlo è il capogruppo regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi. «Da subito – promette Mangialardi – ci attiveremo in tutte le sedi istituzionali e non, affinché venga scongiurato il rischio di lasciare senza occupazione oltre 260 persone. E chiediamo che almeno questa volta la Regione Marche prenda una posizione chiara, assumendosi pienamente la responsabilità di bloccare questa terrificante operazione».

Caterpillar, Jesi in Comune: «Scippo del lavoro»

«Si prosegue drammaticamente nella Vallesina con lo scippo del lavoro, lavoro che fu cosa nobile di imprenditori nati e cresciuti qui. Oggi invece un qualsiasi amministratore francese viene a dire che da domani si chiude – attacca il movimento Jesi in Comune – la globalizzazione, che fa rima con delocalizzazione, mette al centro senza più indugi il profitto, accanendosi in maniera spietata su lavoratori e lavoratrici, dimenticandosi di chi dalle ceneri della Sima ha rimesso in piedi un’azienda di qualità. La Caterpillar chiude -dicono- perché i cilindri costano meno altrove, ma la qualità, l’esperienza, il valore umano? Sul lastrico da dopodomani 280 lavoratori e lavoratrici, più un indotto che riguarda altrettante famiglie che operano nel settore anche dei trasporti. L’amministratore delegato stamattina di fronte ai sindacati, non a caso scortato da tre guardie del corpo, si è limitato a comunicare una decisione già presa, non ad intavolare un dialogo, ad aprire una discussione a suggerire proposte e/o soluzioni. L’abbiamo già detto per la vicenda Elica: serve una legge nazionale contro le delocalizzazioni, servono più diritti per tutt*. Oggi più che mai sosteniamo lo sciopero generale di #CGIL E #UIL. Tutta la nostra solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici e, per quello che possiamo, ci mettiamo a completa disposizione delle sigle sindacali per organizzare la mobilitazione‼️».

Caterpillar, la solidarietà dell’Arci

«Arci Marche e Arci Jesi Fabriano esprimono la loro vicinanza e solidarietà ai 270 dipendenti dello stabilimento Carterpillar di Jesi, minacciati di punto in bianco di trovarsi azzerato il proprio posto e luogo di lavoro. Come Arci seguiremo tutti gli sviluppi della situazione. Ci sembra di vedere ripetersi un film già visto anni fa, quando lo stesso stabilimento, che allora era della Sima di Jesi, fu al centro di una lunga e difficoltosa vertenza, e furono allora quelle lotte insieme alla solidarietà di tutta la città a salvare lo stabilimento. Occorre di nuovo, seppure in una situazione così diversa sotto tantissimi aspetti, lo stesso tipo di mobilitazione e di solidarietà. Come Arci ci sentiamo impegnati fin da ora a dare il nostro contributo. In particolare ci preme respingere l’arroganza dei modi utilizzati dall’azienda, in totale sprezzo non solo del lavoro diretto dei dipendenti ma della comunità locale tutta, come se non contasse nulla e la vita sociale che vi si svolge non avesse alcun valore; uno stabilimento così importante e in buona salute non si può spostare come se nulla fosse. Solidarietà ai dipendenti e alle rappresentanze aziendali della Caterpillar».

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