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Jesi, banchetto Forza Nuova sul Corso: la politica reagisce

Militanti di estrema destra raccolgono firme lungo Corso Matteotti: «Opinioni fasciste» che preoccupano l'opposizione; Bacci «Autorizzazione amministrativa che non poteva essere rifiutata»

Il consiglio comunale di Jesi
Il consiglio comunale di Jesi

JESI – La presenza di un banchetto di forza Nuova sul Corso Matteotti ieri mattina desta preoccupazione tra le forze politiche jesine.

Il volantino di Fn

Il consigliere Francesco Coltorti, Jesi in Comune, era tra i firmatari della proposta (poi diventata mozione) datata 30 settembre 2014 nata “affinché non vengano concessi spazi pubblici ad associazioni che abbiano avuto modo di manifestare ideologie razziste, xenofobe, antisemite, omofobe ed antidemocratiche, o espressioni di odio e di intolleranza religiosa”. Rispetto alla raccolta firme del movimento di estrema destra contro lo Ius Soli, Coltorti afferma: «Necessario iniziare a pensare come disinnescare, su scala locale, ciò che sta alla base del risveglio di sentimenti razzisti, violenti, classisti, maschilisti e quindi fascisti, perché di questo si tratta. Parliamo allora di un diffuso malessere reale, psicologico, sociale ed economico, che si alimenta di un vuoto culturale sempre più profondo. Il “sentire” fascista, proprio come quello mafioso e al pari degli altri vari umori antisociali, possono via via scomparire soltanto quando l’individuo comincierà a intravedere la possibilità di autorealizzarsi come persona, come lavoratore, guidato dalle sue singolari qualità, passioni e desideri. Sul piano locale chiediamo all’amministrazione di rivedere la scelta di troncare i rapporti con l’Istituto Cervi e anzi di facilitare e favorire concretamente ancora di più le iniziative e le attività ideate e realizzate dalle tante realtà associative locali che promuovono da sempre quei valori radicalmente opposti a quelli di stampo fascista».

Stamattina il sindaco di Jesi Massimo Bacci ha chiarito gli aspetti della concessione degli spazi a Forza Nuova con il comandante della Polizia Locale, che ha concesso l’autorizzazione: «Si tratta di un’autorizzazione amministrativa sulla base di una richiesta che non aveva possibilità oggettive di essere rifiutata – spiega il primo cittadino – Nello specifico non si trattava di una manifestazione ma di una raccolta firme e la mozione non è stata violata: questi militanti erano già stati a Jesi anni fa per consegnare pacchi alimentari agli italiani, avevano fatto domanda per lo spazio da almeno quindici giorni, sinceramente non lo sapevo ma non sento responsabilità di tipo politico». Riguardo alla sede che Fn ha annunciato di voler aprire in città, Bacci spiega: «Se trovano un locale privato non possiamo fare nulla. Questa amministrazione in cinque anni ha dimostrato grande attenzione sul sociale».

«Che la mozione sia stata rispettata sarà oggetto di verifica in consiglio – avverte Lorenzo Fiordelmondo consigliere del Pd – Certo è che negli ultimi giorni c’è stata una serie di elementi a dir poco preoccupanti: il richiamo all’ideologia fascista di Forza Nuova è palese e sono elementi che non si addicono alla storia di Jesi e a quella del nostro Paese, essendo stato il Ventennio il periodo più buio».

Il presidio di Forza Nuova a Jesi
Il presidio di Forza Nuova a Jesi

Dura la posizione dell’associazione Laboratorio Sinistra: «Già nei giorni scorsi in giro per Jesi comparivano i primi manifesti dove Forza Nuova ci avvisava che la Patria ha carenza di figli italiani e non aveva invece bisogno né delle unioni civili né della presenza degli immigrati. Se a ciò si aggiunge l’apertura a Jesi di una sede di Forza Nuova, abbiamo un quadro finale molto preoccupante, assolutamente da non prendere sottogamba e da non sottovalutare o liquidare come la reunion di quattro gatti nostalgici del ventennio. È chiaro da tempo che a livello nazionale ed europeo l’estrema destra si stia rafforzando e faremmo un grande errore a passare sotto silenzio la cosa ma soprattutto non farci trovare pronti a fronteggiare il rischio di una deriva neofascista. Anche qui a Jesi. Stiamo vedendo germogliare piano piano i semi della pianta fascista, non dobbiamo abbassare la guardia. Noi non ci stiamo e non vogliamo dare figli alla Patria, ma vogliamo continuare a lottare per un paese degno dei nostri figli».