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Ipotesi nuova stretta, la delusione di Confcommercio: «Ristoratori e commercianti aspettavano la Pasqua»

Al vaglio del Governo, per frenare la terza ondata, ci sono l'estensione del coprifuoco, la chiusura dei negozi nelle aree dove le scuole sono in didattica a distanza e una zona arancione o rossa nazionale

ANCONA – Coprifuoco anticipato, zona rossa o arancione nazionale, chiusura dei negozi nelle aree dove sono chiuse anche le scuole. Sono alcune delle ipotesi poste sul tavolo dagli esperti del Comitato Tecnico Scientifico per frenare quella che oramai può definirsi a pieno titolo una terza ondata dei contagi.

Le Marche e l’Italia, come avveniva esattamente un anno fa, si ritrovano a fare i conti con una escalation di contagi e con gli ospedali in affanno costretti modificare la loro struttura per cercare in ogni modo di far bastare i posto letto così da accogliere tutti i pazienti in arrivo. All’ospedale regionale di Torrette di Ancona l’Area Covid 4 è in fase di ampliamento per arrivare a 50 posti letto, la palazzina delle Malattie Infettive è piena ormai da settimane e davanti al Pronto Soccorso è in fase di allestimento una sala Tac esterna per monitorare la funzione polmonare dei positivi al covid che arrivano al Pronto Soccorso.

Agli Ospedali Riuniti di Ancona per fronteggiare l’onda d’urto dei ricoveri gli interventi chirurgici non urgenti sono stati stoppati e l’attività chirurgica di elezione viaggia a quota 30% circa. Ma in affanno sono un po’ tutte le strutture ospedaliere delle Marche e più in generale delle zone più colpite del Paese. Tutta colpa della variante inglese, e anche delle altre mutazioni (sudafricana e brasiliana, oltre ad una nuova ancora sconosciuta e rarissima identificata in Lombardia) che fanno correre al galoppo il virus in tutte le fasce della popolazione, e non più solamente di preferenza fra gli anziani.

Per questo i tecnici del Cts e il ministero della Salute stanno vagliando una nuova stretta. Tra le misure al vaglio potrebbero esserci nuove chiusure nei weekend, un coprifuoco più esteso, ma anche un nuovo lockdown per contrastare l’impennata di contagi. Il nuovo Dpcm potrebbe arrivare entro il fine settimana. Nelle regioni in zona rossa dove sono chiuse le scuole potrebbe scattare anche la chiusura dei negozi. Ipotesi che preoccupa Confcommercio.

Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche Centrali

«Siamo molto preoccupati per questo intensificarsi dei contagi e del fatto che siamo sempre collegati all’aumento dei positivi – afferma Massimiliano Polacco, direttore Confcommercio Marche Centrali -, questo non è certamente un buon segno nei confronti dei nostri ristoratori e dei nostri commercianti che si aspettavano almeno per Pasqua di poter riprendere la loro attività, un appuntamento importante sia per il turismo che per il commercio». 

Intanto in un videomessaggio alla Commissione Pari Opportunità, nel corso della conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato la volontà di accelerare la campagna vaccinale: «La pandemia non è ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana», ha detto il premier Mario Draghi in un videomessaggio alla conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”.

Nel suo secondo discorso pubblico, il premier ha ricordato: «Ci troviamo tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria. Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus». Poi ha spiegato che nel piano di vaccinazioni, «che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli». 

Nelle Marche con il via libera della Giunta regionale al protocollo per vaccinare nei luoghi di lavoro, Confcommercio sta lavorando per organizzare un punto vaccinale: «I locali li abbiamo – afferma Polacco -, stiamo studiando come organizzarli e predisporli, siamo ancora al progetto di fattibilità». I vaccini saranno forniti dalla Regione Marche e dovrebbero arrivare già per fine marzo.

Favorevole alla nuova stretta nazionale che potrebbe arrivare il Comitato Priorità alla Scuola che fa notare come «il vero problema è il contrario. Lasciare le scuole aperte laddove tutto è aperto – afferma Silvia Mariotti -, visto che il nuovo Dpcm lascia ampia discrezione alle Regioni di chiudere le scuole sulla base, tra l’altro, di dati di contagio che riguardano tutti gli altri ambiti. È chiaro però che se la situazione è fuori controllo chiudere le scuole e lasciare aperti i negozi non ha senso: le scuole sono luoghi sicuri, dovrebbero essere le ultime a chiudere, solo come extrema ratio, e le prime a riaprire. Siamo l’ultimo paese in Europa per giorni di apertura».