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Incendio al porto di Ancona, ex Tubimar sotto sequestro: gli esiti dell’analisi degli inquinanti

A disporre il provvedimento è stato il pm Irene Billotta d'intesa con il procuratore capo Monica Garulli. Nell'aria metalli, sostanze organiche volativi e idrocarburi, ma tutti sotto i livelli di tossicità

I Vigili del Fuoco al lavoro all'ex Tubimar

ANCONA – È stata posta posta sotto sequestro dalla Procura di Ancona l’area  della ex Tubimar, al porto di Ancona, devastata martedì 15 settembre notte dall’incendio. A disporre il provvedimento, nella tarda mattinata di oggi, è stato il Pm Irene Billotta d’intesa con il Procuratore capo Monica Garulli, mentre ad eseguirlo sono stati i Carabinieri del Noe, Nucleo Operativo Ecologico, insieme ai Vigili del Fuoco. I militari dell’Arma stanno procedendo a degli accertamenti come anche i Vigili del Fuoco, in modo da accertare le cause del rogo. La Procura ha aperto un fascicolo di indagine per incendio, nessuna ipotesi è esclusa, dal guasto elettrico al dolo.

Intanto sono arrivati gli esiti dei campionamenti sugli inquinanti presenti nell’aria del capoluogo. L’Arpam ha cercato 120 sostanze, per verificare cosa hanno respirato gli anconetani nelle ore successive al rogo: metalli, idrocarburi policiclici aromatici e sostanze organiche volati. Dai filtri piazzati nei campionatori posti a Piazza Sangallo e sopra il Palazzo Comunale, è emerso che «non tutti gli inquinanti sono presenti e di quelli presenti, sono ampiamente sotto i livelli di tossicità stabiliti dalla Legge», rassicura il direttore generale Arpam Marche, Giancarlo Marchetti.

I carabinieri del Noe sequestrano il capannone ex Tubimar

Nell’aria di Ancona, sono stati trovati metalli, come ferro e alluminio, legati anche ad altre forme di inquinamento, sostanze organiche volativi, idrocarburi, benzene, benzopirene, xilene, toluene, «tutti abbondantemente sotto i limiti di legge e le soglie di tossicità» spiega, evidenziando che il dato si riferisce ad un arco temporale che va dalle 5 del mattino del giorno del rogo, fino alle 10 del 17 settembre.

Il direttore generale Arpam Marche, Giancarlo Marchetti

«Il monitoraggio continua – spiega Marchetti – e alle 11 di ieri abbiamo messo un altro filtro: è come un aspirapolvere dove c’è un filtro che prendiamo ed andiamo ad analizzare. e per ognuno dei parametri ci vuole un’ora, per questo stiamo lavorando giorno e notte».

Sul luogo del rogo invece il campionatore sta continuando a monitorare l’acido cianidrico: e anche oggi sono stati ripetuti i rilevamenti anche se, come spiega Marchetti, se già ieri il valore era risultato (12) ben al di sotto del livello di attenzione per la popolazione (130), «ci aspettiamo un miglioramento». Domenica arriverà l’esito delle diossine e lunedì «faremo il punto con la sindaca – conclude – per stabilire come procedere sulla base dei dati».