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In ripresa la nautica, opportunità anche per il piceno

«Il segnale di ripresa è forte e trainato da tre fattori essenziali: lavoro artigiano tramandato da generazioni, eccellenza che non si può improvvisare, appetibilità del prodotto nei mercati esteri», dice Giulio Piergallini portavoce di Cna Nautica del Piceno

Secondo Cna Ascoli (su dati elaborati dal Centro studi della Cna) il settore della nautica locale, se dal 2008 al 2013 ha registrato un pesante calo di fatturato superiore al 47%, fra il 2014 e l’inizio del 2018, ha avuto un incremento del 33%. «Non si è ancora recuperato appieno un gap pesante – spiega Giulio Piergallini – portavoce di Cna Nautica per il Piceno – ma il segnale di ripresa è forte e trainato da tre fattori essenziali: lavoro artigiano tramandato da generazioni, eccellenza che non si può improvvisare, appetibilità del prodotto nei mercati esteri».

Con questo spirito e questa forza la Cna nautica Picena ha partecipato a Roma all’evento “Left Wing” che ha dedicato, in questa edizione, anche una parte del dibattito all’economia del mare, allo sviluppo e alla sostenibilità. «Formazione dei giovani che devono capitalizzare nuove tecnologie e tradizioni della nostra cantieristica e marineria – spiegano Luigi Passaretti e Francesco Balloni, presidente territoriale e direttore generale della Cna di Ascoli – sono i punti cardine dell’azione che da anni la nostra associazione sta svolgendo per sostenere appunto l’economia del mare e tutto il suo indotto, importantissimo per il Piceno nel suo complesso. Un grande valore aggiunto patrimonio in questo caso davvero esclusivo delle piccole e medie imprese artigiane».

Indotto che, come ha illustrato a Roma Giulio Piergallini, insieme ad Irene Cicchiello, responsabile territoriale di Cna Nautica, passa per la cantieristica, per i servizi che si è in grado di offrire a terra alle nuove esigenze soprattutto della nautica da diporto di medio e grosso cabotaggio. «Le infrastrutture intorno al porto di San Benedetto e la sostenibilità di questa nuova frontiera dell’economia rivierasca – prosegue Piergallini, operatore della nautica e titolare del cantiere Sea – rappresentano il futuro. Nella cantierisica e nel design, anche per chi va per mare, il Made in Italy, piace. Il resto, in fatto di opportunità di sviluppo per la Riviera, deve essere fatto con un’azione di sistema che parte dalla cantieristica per arrivare alla ricettività e al turismo».