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Imprese marchigiane, contratti di lavoro 33,9% in meno rispetto a due anni fa

Ecco i numeri del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ANPAL, diffusi dalla Camera di Commercio delle Marche. La situazione più sfavorevole nelle province di Ancona, Pesaro-Urbino e Macerata

Operaio di una fabbrica di elettrodomestici

Nel trimestre aprile-giugno la previsione circa i contratti di lavoro che le imprese marchigiane potrebbero attivare è di 27.030. Questi sono i risultati di sintesi resi disponibili dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ANPAL e diffusi dalla Camera di Commercio delle Marche. Rispetto al periodo precedente la pandemia da Covid-19, quindi rispetto al mese di aprile di due anni fa, le entrate di personale a livello regionale restano notevolmente inferiori (-33,9%), mentre relativamente alle previsioni del trimestre il confronto con due anni fa, sempre negativo, è meno severo rispetto a quello del singolo mese di aprile. A livello nazionale il mese di aprile perde invece il 26,4% rispetto allo stesso mese del 2019.

Marche, stima lavoratori in entrata dalle imprese per territorio

   Aprile 2021  Var. (v.a.) apr 21/apr 20 Var. (v.a.) apr 21/apr 19
Marche7.5405.280-3.860
     Ancona2.3501.520-1.300
     Ascoli Piceno1.050730-430
     Fermo860660-230
     Macerata1.4001.000-850
     Pesaro e Urbino1.8901.370-1.060

Per tutte le province marchigiane le entrate programmate ad aprile 2021 appaiono in miglioramento rispetto al mese di aprile 2020, ma restano invece inferiori a quelle che l’indagine aveva previsto con riferimento al mese di aprile di due anni fa. Il confronto a distanza di 24 mesi, in termini relativi, si presenta in particolare più sfavorevole nelle province di Ancona, Pesaro-Urbino e Macerata. La distribuzione dei contratti di lavoro di cui si prevede l’attivazione nelle Marche individua ancora nella provincia di Ancona la maggiore numerosità assoluta (2.350), seguita da Pesaro-Urbino (1.890) e da Macerata (1.400), mentre le due province più piccole, Ascoli Piceno e Fermo, si attestano rispettivamente a 1.050 e 860.

Sotto il profilo settoriale, il maggior numero di entrate programmate è quello dell’industria, i cui 4.010 contratti da attivare fanno capo principalmente all’aggregato delle industrie manifatturiere e public utilities (3.050), alle quali si aggiungono i 950 delle costruzioni. Proprio a queste ultime, in crescita consistente rispetto ai numeri di aprile 2019 (+340), si deve il relativamente migliore andamento tendenziale dell’industria (-14,1%), sia rispetto alla media regionale (-33,9%) , sia rispetto al terziario (-47,4%).

Ai servizi la rilevazione attribuisce ad aprile l’attivazione prevista di 3.540 contratti di lavoro (-3.190 rispetto ad aprile 2019), esito sul quale pesa molto l’andamento, che resta notevolmente sfavorevole, del settore turistico (710 contratti, -74,1% la variazione percentuale rispetto ad aprile 2019). Il commercio (900 contratti; -30,8%) e i servizi alle persone (690 contratti; -33%) riscontrano cali tendenziali in linea con la media regionale; relativamente più lieve è invece la contrazione della domanda dei servizi alle imprese (1.240;-25,3%).

Le professioni più richieste in regione

Ad aprile il gruppo professionale per il quale si programma il maggior numero di contratti è quello dei cuochi, camerieri e altre professioni nei servizi turistici (680), numero che tuttavia non è lontanamente paragonabile a quello dell’aprile 2019 (2.290); a tale richiesta è numericamente appaiata quella rivolta agli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche. È decisamente consistente anche il numero delle entrate che si riferiscono agli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (570), seguite da quelle dei tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (560) e degli  operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie tessili, di abbigliamento e di calzature (530). Sono poi 460 i contratti in programma per gli operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori (460). Rimanendo nei primi dieci gruppi professionali per numero di contratti di lavoro programmati nel mese di aprile in regione, si prosegue con commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso (350), conduttori di mezzi di trasporto (320), personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali (310) e, infine, personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone (300).

Le prime dieci posizioni del borsino delle professioni delle Marche di aprile assorbono nel complesso il 63% dei contratti di lavoro programmati dalle imprese dell’industria e dei servizi con dipendenti della regione.

Rispetto al mese di aprile di due anni fa, emerge che a essere maggiormente compressa e deficitaria è la richiesta per impiegati, professioni commerciali e nei servizi, in termini sia assoluti (quasi  2.300 contratti in meno), sia relativi (-52,6%), e quella per le professioni non qualificate (-48,7%). Risulta invece meno forte la contrazione relativa osservata con riferimento a operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (-21,1%). Infine, dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici sono in moderata crescita (+2,8%).

Le difficoltà di reperimento

Anche per le entrate del mese di aprile, come per i mesi precedenti, le imprese prevedono che una quota consistente delle professionalità richieste sia di difficile reperimento, poco meno di una su tre, il 32,3% (la quota era del 27% ad aprile 2019).

Considerando esclusivamente i gruppi professionali con richieste di una certa consistenza numerica, le difficoltà maggiori si riscontrano nel reperimento di operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (680 i contratti di lavoro, con difficoltà di reperimento nel 53,6% dei casi), di tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (560; 51,5%) e di operai specializzati nelle industrie del legno e della carta (150; 51,3%, quasi esclusivamente per la preparazione inadeguata dei candidati). Attorno al 47% è la difficoltà a reperire conduttori di mezzi di trasporto (320) e tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (150), in entrambi i casi, ma in particolare per il secondo gruppo professionale, soprattutto per mancanza di candidati.

Le imprese scontano consistenti difficoltà di reperimento anche per operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (570; 41,4%), tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale (270; 40,3%) e progettisti, ingegneri e professioni assimilate (140; 39,9%).

Nel caso dei conduttori di macchinari mobili (130) si scende al 34,6% (soprattutto per mancanza di candidati), mentre con riferimento agli operai nelle attività  metalmeccaniche richiesti in altri settori (460) la difficoltà di reperimento è del 25,1%.

Le forme contrattuali

Ad aprile il 22% dei contratti di lavoro programmati dalle imprese è previsto in forma stabile (contratti a tempo indeterminato o di apprendistato.)

Dei 7.540 contratti previsti in tale mese nelle Marche il 77,8% dovrebbe essere costituito da contratti alle dipendenze (90,6% ad aprile 2019). Per la restante parte si prevede che il 15,8% siano contratti somministrati, ai quali si aggiungono poi l’ 1,7% di collaborazioni e il 4,7% di altri lavoratori non alle dipendenze.

Nell’ambito dei contratti alle dipendenze, si conferma maggioritaria la diffusione dei contratti a tempo determinato (68%), mentre a tempo indeterminato sarebbe una quota del 22%, seguita dal 7% dell’apprendistato e dal 3% degli altri contratti.

Le opportunità per i giovani fino a 29 anni sono il 22,8% di quelle totali del mese di aprile nelle Marche.

I titoli di studio: nel mese di aprile per l’11,2% dei contratti di lavoro da attivare le imprese richiedono il possesso della laurea, mentre il possesso del diploma è richiesto nel 33,2% dei casi. Le figure professionali in possesso di qualifica/diploma professionale dovrebbero coprire il 25,1% dei contratti.

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