Il parcheggio San Martino si farà. I residenti contrari trovano il muro del sindaco Mancinelli

Durante l'incontro con il primo cittadino è stata bocciata l'idea del parking sotterraneo proposta dal Comitato di via Torrioni. Possibile negoziazione sull'uscita del parcheggio e sul roof garden.

Il progetto del parcheggio multipiano nell’ex Caserma San Martino, ad Ancona
Il progetto del parcheggio multipiano nell’ex Caserma San Martino, ad Ancona

ANCONA- Il parcheggio multipiano nell’ex Caserma San Martino si farà. L’incontro nella sala Giunta di Palazzo del Popolo tra il Comitato di via Torrioni e amministrazione comunale si è risolto in un nulla di fatto. Il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli – accompagnata dagli assessori Foresi, Sediari e Manarini, dai progettisti e dall’amministratore unico di Mobilità e Parcheggi – nonostante la contrarietà dei residenti, ha ribadito la volontà di procedere alla realizzazione del parking a sei piani.

Deluso il Comitato che come alternativa meno impattante aveva avanzato la proposta di un parcheggio sotterraneo ma l’idea è stata subito bocciata. «L’incontro è andato male. Abbiamo proposto un parcheggio interrato per ridurre al minino l’impatto ambientale proprio come è stato fatto nel centro di Firenze ma il progetto del parking San Martino non è negoziabile. Si fa solo ciò che il sindaco Mancinelli decide, non si può trattare però la città è anche la nostra! – afferma amareggiato Paolo Pandolfi, portavoce del Comitato di via Torrioni -. Abbiamo ottenuto questo incontro dopo tre mesi con lo scopo di vedere se c’erano delle alternative ma così non è stato. Durante la fase preparatoria i residenti non sono mai stati coinvolti, nessuno ha mai chiesto la nostra opinione.  In questo modo si fa un grande danno alla città, una struttura di quel genere non è accettabile in centro storico».

Potrebbe invece aprirsi uno spiraglio per negoziare l’uscita del parcheggio prevista sulla stretta via Torrioni. «L’uscita su via Torrioni potrebbe essere utilizzata solo come uscita di emergenza – riferisce Pandolfi -. L’attuale progetto invece prevede l’inversione del senso di marcia. Praticamente, se così fosse, i residenti non potrebbero più accedere nella strada dove posteggiano e potrebbero entrarvi solo dal parcheggio San Martino. Pensata in questo modo è pura follia. Inoltre, potrebbero mettere o un semaforo o uno stop per consentire alle auto di immettersi in via Montebello quindi, per noi abitanti altro smog e sgassate. Questa via già ha sofferto con l’apertura della galleria San Martino, i residenti hanno già contribuito alla viabilità cittadina. Non c’è nessuna considerazione per i cittadini che vivono qui».

Altra problematica presentata dal Comitato e su cui Mancinelli potrebbe indietreggiare è il roof garden, il locale sul tetto del multi parking.

Contrari da sempre alla realizzazione del parcheggio nell’ex caserma San Martino i consiglieri comunali Francesco Rubini (AIC) e Gianluca Quacquarini (M5S). «L’incontro, oltre ad aver palesato gli evidenti deficit di democrazia e partecipazione relativi ad un progetto deciso unilateralmente dalla giunta senza alcun coinvolgimento della popolazione, ha offerto lo spettacolo di un Sindaco, nel solito silenzio dei suoi fedeli assessori, che, nascondendo il tutto dietro un piano regolatore vecchio di 30 anni, si è dimostrato deciso a non rimettere per nulla in discussione il progetto malgrado il generale mal contento dei residenti – commentano Rubini (AIC) e Quacquarini (M5S) -. Dunque il parcheggio si farà ed al massimo si potrà ragionare di qualche gentile concessione rispetto a posti riservati ai residenti ed uscita su Via Torrioni. Un parcheggio inutile e dannoso che non farà altro che aggiungere traffico e smog ad una città già in forte difficoltà con evidenti conseguenze dannose per il quartiere ed i residenti nell’area. È evidente che a questa amministrazione non interessa per nulla progettare la città in modo eco-sostenibile con politiche moderne su viabilità e mobilità. Come consiglieri comunali confermiamo o la nostra disponibilità a proseguire una mobilitazione necessaria contro l’ennesima opera dannosa per la città».

Probabilmente, nei prossimi mesi sarà convocato un nuovo incontro.