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Attualità

L’Halloween delle zucche vuote, niente dolcetto o scherzetto a causa del Covid

Il Dpcm vieta feste, party e perfino di andare in gruppo a spaventare nelle case per avere un dolcetto. Delusi i bambini e a picco i consumi legati alla festa dei brividi

Emy Sabbatini, cosplayer

Lo si può amare o odiare, ma certamente non si può restare indifferenti di fronte a questa spettrale festa di matrice americana, ormai entrata anche a far parte della nostra tradizione per la gioia dei più piccoli. E in una notte, la più spaventosa quella del 31 ottobre, in giro compaiono zucche dal ghigno illuminato, streghe, fantasmi, mostri e vampiri. Per il governatore della Campania Vincenzo De Luca la festa pagana è «una stupida americanata, un monumento all’imbecillità» tanto da imporre il coprifuoco in occasione della ricorrenza, ma per altri rappresenta anche un vero e proprio indotto economico per chi vende costumi, accessori, cosmetici, dolciumi e abiti. Quest’anno orribile, Halloween fa davvero paura: non ci sarà nessuno in giro per strada, i locali saranno bui. Il Covid ha imposto simbolicamente la mascherina anche alla zucca intagliata, così quest’anno dopo l’annullamento di tutte le feste e spettacoli, la chiusura dei locali alle 18, il divieto di invitare gli amici anche per un pauroso party domestico, arriva anche il freno sugli acquisti. Un effetto domino inevitabile.

Molte amministrazioni comunali hanno invitato i cittadini, attraverso comunicati ufficiali o messaggi sui canali istituzionali, «a evitare occasioni di assembramento, scambio di oggetti o dolciumi, lancio di prodotti alimentari, e di invitare i nostri ragazzi a rinunciare, per quest’anno, al consueto giro “dolcetto o scherzetto” per non esporre le persone a rischi inutili di più gravi conseguenze della malattia. Si rammenta inoltre la pericolosità del materiale pirotecnico il cui uso va comunque evitato».

Raccomandazioni che si accodano alle stringenti norme del Dpcm del 24 ottobre. E la festa dei brividi viene relegata in casa a qualche simbolo (le zucche alle porte o le ragnatele alle finestre) o a un piccolo costume comprato giusto per la gioia dei bimbi di indossarlo e dei genitori di scattare qualche foto istagrammabile, ma il picco dei consumi è rilevante. Una stima fatta dal Codacons prima dell’ultimo Dpcm parlava di un calo del 78% rispetto allo scorso anno, per una spesa di 65 milioni contro i 300 del 2020. Ma è probabile che con le nuove misure il calo sia ancora più netto. Solo in America, lo scorso anno, Halloween ha fruttato 8,8 miliardi di euro, rendendolo secondo solo al Natale. La conferma della crisi arriva proprio dai commercianti.

Francesca Catani in mezzo ai costumi e accessori invenduti di Halloween

«Quest’anno abbiamo incassato solo le briciole rispetto agli anni scorsi dove c’era la corsa all’acquisto del costume o dell’accessorio per la festa in maschera o il party di Halloween – racconta Francesca Catani, una delle sue socie del negozio di giocattoli “Il Girotondo” – stavolta con la soppressione delle feste e la chiusura dei locali, abbiamo venduto davvero poco, qualche accessorio per i costumi fai da te dei più piccoli, che non potendo fare dolcetto o scherzetto in giro, lo metteranno solo per stare in casa e fare qualche foto da postare sui social. Ecco, qualche cerchietto con i cornetti da diavolo, un paio di maschere, ma davvero poco. Abbiamo la possibilità di tenere aperto fino alle 20, ma con la chiusura dei locali, dei bar e queste restrizioni siamo penalizzati anche noi. Lo siamo tutti». «Quest’anno Halloween proprio non pervenuto – ammette anche Katia Coltorti titolare di “K&S” abbigliamento e accessori – è una ricorrenza proprio sparita dall’immaginario dei consumatori, senza feste, cene a tema o party in discoteca, senza la possibilità di uscire in gruppo non c’è la necessità di mascherarsi quindi anche per noi che vendiamo abbigliamento e accessori per un look più ricercato del proprio costume di Halloween, quest’anno siamo a zero. Che disdetta».

Katia Coltorti di “K&S” dentro al centro commerciale La Fornace di Jesi.

Inoltre Katia Coltorti sottolinea un altro aspetto per chi, come lei, ha l’attività all’interno della galleria del centro commerciale La Fornace di Jesi. «Con la chiusura del bar alle 18, c’è meno gente in giro anzi, il centro commerciale è semivuoto. Poche persone che fatta la spesa, scappano via. E noi che possiamo tenere aperto fino alle 20 ci giriamo i pollici».
Indotto commerciale azzerato, socialità compressa. Ma la creatività quella nessuno può togliercela. Un esempio positivo in mezzo a tanti segni “meno” ci arriva da una popolare cosplayer di Ancona, Emy Sabbatini. I cosplayer, cioè coloro che amano travestirsi per interpretare un personaggio di fantasia, sono un vero e proprio esercito, un sottobosco di appassionati che ogni anno girano l’Italia (e non solo) a caccia di eventi carnevaleschi e fumettistici dove dare spazio alla loro arte. Perché di questo, infondo, si tratta. Halloween per loro rappresenta un momento di eccezionale creatività. «Halloween è una delle feste che io sento tanto e che mi piace davvero molto, di fatto non ci maschereremo come gli altri anni. Ma non rinuncio a fare qualcosa di creativo, di strano e di visionario, nel mio giardino intorno casa. Il mio fazzolettino di felicità è anche questo – dice Emy Sabbatini – trovare il modo di mascherarmi in casa e fare delle foto. Non necessariamente maschere elaborate come di solito, ma cose più semplici rese spettacolari dai filtri fotografici per dare un effetto gotico-vampiresco. Poi quest’anno ci è saltato anche Lucca Comics – aggiunge – per via delle restrizioni imposte nei costumi e nei set fotografici, molto più rapidi per evitare assembramenti. Ci è saltato anche un altro evento a tema vampiri, impossibile da fare perché eravamo un bel gruppo di persone tutte vestite da vampiri che dovevamo muoverci in branco… Avevamo anche fatto scorta di dolcetti perché da noi ad Ancona passano ragazzini a fare dolcetto e scherzetto, pensavamo di mascherarci per spaventarli ma credo che non sarà possibile. Allora mi sono riconvertita: adoro dare sfogo alla mia creatività e manualità, intaglio zucche che metto davanti casa e scatto foto, per poi rielaborarle e trasferire la mia festa preferita sul web».


Natale a Gradara