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Giornata internazionale dell’infermiere, l’Ordine di Pesaro: «Non c’è sanità senza infermieri, ma c’è voluta la pandemia per capirlo»

La presidente dell'ordine provinciale Laura Biagiotti lancia delle richieste: «Non vogliamo essere dimenticati e vogliamo assunzioni strutturali»

Il direttivo Opi Pesaro

PESARO – Un messaggio molto chiaro quello che arriva dall’Opi, l’ordine professione infermieri di Pesaro, nella Giornata Internazionale dell’infermiere (celebrata ieri, 12 maggio): «Non c’è sanità senza infermieri». La Federazione Nazionale Ordine Professione Infermieri quest’anno ha scelto come tema di confronto l’ “Infermieristica di prossimità per un sistema salute più giusto ed efficace – Ovunque per il bene di tutti”.

«La nostra Federazione intende dare ancora una volta il proprio contributo per disegnare il futuro del servizio sanitario nazionale – spiega la presidente dell’Ordine Provinciale di Pesaro Urbino Laura Biagiotti – valorizzando le eccellenze della professione infermieristica in un ambito specifico, l’assistenza territoriale, che si è rivelata il tallone d’Achille del Paese al cospetto della pandemia da COVID-19. Si rivela centrale la figura dell’Infermiere di famiglia e di comunità, sancito dal patto per la salute 2019- 2021, e quindi figura sistematizzata dalla conferenza delle regioni nel 2020.

La mancanza di infermieri nel Servizio Sanitario Nazionale, la dedizione e la passione che questi professionisti della sanità mettono in campo, è da anni richiamata dagli Ordini professionali all’attenzione delle istituzioni, della politica e dei media. Eppure si è dovuto attendere un’emergenza sanitaria di questa portata per apprendere “mediaticamente” che non è possibile alcuna sanità senza infermieri. Chiediamo di non essere dimenticati.

Non dimenticarsi degli Infermieri significa mettere in campo un grande piano di assunzioni per mettere in sicurezza il SSN e la salute dei cittadini. Bisognerà fare meglio e molto di più rispetto a quanto si è fatto con i recenti decreti emergenziali, dove si finanzia prevalentemente il lavoro straordinario. Infine, ricordarsi degli infermieri vuol dire ricordarsi che la professione infermieristica è al contempo un lavoro essenziale ma purtroppo pagato poco rispetto gli altri Paesi».

Infine Biagiotti rileva «una retribuzione concretamente non coerente con il livello di professionalità, di responsabilità, di percorso di studio e con il valore della professione infermieristica per la comunità. Tutto questo, e tanto altro ancora, vuol dire non dimenticarsi degli infermieri, nella certezza che al contrario, gli infermieri, come hanno dimostrato in questo periodo, mai si sono dimenticati e mai si dimenticheranno della salute e dei diritti dei loro pazienti».