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Tre proposte per il futuro degli ex Mutilatini. Portonovo per Tutti: «La sindaca pensa alla vendita»

La questione dell’immobile abbandonato da decenni nel cuore della baia di Portonovo si è riaccesa in Consiglio comunale durante il dibattito sul bilancio di previsione 2020. Entro fine anno si conoscerà il destino dell'ex colonia

L'ex colonia estiva Mutilatini

ANCONA- Il destino dell’ex colonia Mutilatini a Portonovo appeso a tre proposte, quella definitiva sarà decisa entro la fine dell’anno. La questione dell’immobile abbandonato da decenni nel cuore della baia si è riaccesa ieri (lunedì 26 gennaio) in Consiglio comunale durante il dibattito sul bilancio di previsione 2020. Il consigliere di Altra Idea di Città, Francesco Rubini, con una mozione, poi bocciata, impegnava la Giunta a destinare alla struttura dei fondi per evitare un ulteriore ammaloramento in attesa del suo recupero.

Il capogruppo del Pd, Michele Fanesi, ha parlato di tre ipotesi per il futuro dell’ex colonia. La prima è di proseguire l’iter del bando emesso negli anni scorsi (era prevista la concessione trentennale dell’immobile e la realizzazione di un ostello con 55 posti letto e un centro ambientale ma il bando andò deserto), mettendo però bene in chiaro che il Comune non dovrà stanziare fondi pubblici.

La seconda ipotesi è quella di inserire l’immobile nel piano delle alienazioni e infine la terza, inserire i Mutilatini nel bando di affidamento dei servizi della baia prevedendo una durata maggiore dell’incarico per permettere, a chi si aggiudicherà il bando, il tempo per la riqualificazione della struttura e dell’area. La decisione sarà presa entro il 31 dicembre 2020.

Immediata la risposta dell’associazione di promozione sociale Portonovo per Tutti che da anni si batte per scongiurare la vendita dell’immobile e per la sua riqualificazione. Il progetto presentato dall’Asdp prevede la realizzazione di una foresteria-ostello da 50 posti letto, aree didattiche per gruppi di lavoro, una sala polifunzionale da 70 posti con wi-fi e maxi schermo, sala pasti e un’area nel cortile esterno attrezzata per convegni.

«Il dibattito scaturito in Consiglio Comunale sulla struttura degli ex Mutilatini ci costringe a chiarire di nuovo che il nostro progetto non prevede l’uso di fondi del bilancio comunale, ma la ricerca di risorse da bandi di qualsiasi tipo (per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici o per il turismo sostenibile, per esempio) a cui il Comune, in quanto proprietario del bene, dovrebbe partecipare nell’interesse dei cittadini. La procedura aperta in affidamento uscita 2 anni fa circa è risultata troppo onerosa per le imprese sociali e le associazioni che erano pronte a investire per il recupero, riuso pubblico e valorizzazione sociale dell’edificio ormai da anni abbandonato- dichiara il Direttivo dell’Aps-. Se veramente si vuole affidarlo in concessione per il recupero e la gestione, un nuovo bando dovrà tenere conto delle osservazioni più volte inviate all’Amministrazione Comunale (forse per un errore tecnico contenuto nel primo bando, il valore del bene sui cui calcolare la fideiussione è stato di molto sovrastimato).

Siamo preoccupati per l’indisponibilità al dialogo e al disinteresse dell’Amministrazione Comunale: passerà ancora un anno con i Mutilatini senza alcuna manutenzione e un’altra estate con l’edifico nel bel mezzo di Portonovo in condizioni di pericoloso degrado. A chi, dopo tanto tempo che la struttura giace in pericoloso e colpevole abbandono, ora pensa di nuovo alla vendita, ricordiamo che l’associazione Portonovo per Tutti è nata proprio per difendere la proprietà e l’uso pubblico degli ex-mutilatini e siamo ancora convinti della necessità di non mollare, insieme a tante altre associazioni, ai cittadini e agli imprenditori che credono nel nostro progetto (approvato dall’Amministrazione Comunale nel 2016)».

Per quanto riguarda poi la terza ipotesi, «cioè quella di un uso integrato degli ex Mutilatini per i servizi alla baia e al campeggio, crediamo che non sia incompatibile con la prima; sarebbe una buona soluzione un ostello/foresteria accanto al campeggio, ma ad oggi sembra solo un’ipotesi. La preoccupazione vera riguarda il fatto che ancora l’unica soluzione in campo per la sindaca sembra essere la vendita e che quanto deliberato e scelto dalla Giunta rimanga ad oggi lettera morta. L’Associazione Portonovo per Tutti ha chiesto da più di un anno di incontrare il sindaco, la Giunta e il Consiglio; è ora di riaprire il confronto se davvero si vuole decidere entro il 2020!» conclude l’associazione.