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Fusione tra Pesaro e Monteciccardo, referendum il 19 gennaio

Atto votato in Consiglio comunale, nonostante i dubbi da sciogliere sul debito del paese commissariato che verrebbe incorporato nel capoluogo. Ricci: risorse di 2 milioni per 10 anni. La parola ai cittadini

PESARO – Fusione tra Pesaro e Monteciccardo, si vota il 19 gennaio. Dopo la raccolta firme presentata dal Comitato per la fusione con il Comune di Pesaro, tramite incorporazione del Comune di Monteciccardo, è arrivata in Consiglio comunale la delibera per l’indizione del referendum consultivo. 23 favorevoli, 8 contrari, è il voto a seguito della discussione in aula (il Consiglio ha approvato anche l’immediata eseguibilità). Delibera approvata, si voterà il 19 gennaio 2020.

«La delibera ha svolto un iter partecipato – così l’assessore al territorio Riccardo Pozzi – la presenza in commissione di gran parte del Consiglio comunale dimostra la sensibilità e l’attenzione verso questo tema. Ci troviamo difronte ad una delibera che va pensata in due modi differenti: il primo è chiedere se i cittadini sono o meno favorevole all’incorporazione di un territorio a 12km da noi, con una ricchezza culturale e paesaggistica unica. In secondo luogo si deve ragionare su che cosa rappresenta l’incorporazione: uno strumento di riorganizzazione territoriali. A seguito dell’incorporazione ci saranno 20 milioni di trasferimenti in 10 anni a favore del Comune di Pesaro, a seguito della fusione. Trasferimenti che ci permetteranno di poter ampiamente dare delle risposte migliori alla realtà di Pesaro e Monteciccardo: nei prossimi 3 anni sarà destinata al territorio di Monteciccardo una quota di 5 milioni di euro. Oggi qui ragioniamo su una logica di bene comune e non di profitto, partendo da questo presupposto sono convinto che i benefici che un’Amministrazione può fare saranno positivi».

Nello specifico la delibera approvata chiede: di fare proprio lo studio di fattibilità, già approvato con deliberazione di Giunta Comunale in data 25 novembre. Di valutare con favore la fusione per incorporazione del Comune di Monteciccardo nel Comune di Pesaro e di conseguenza di invitare il Sindaco a voler indire le elezioni per il relativo referendum consultivo. Di approvare il quesito da sottoporre al referendum consultivo nel seguente testo: “Sei favorevole alla fusione per incorporazione del Comune di Monteciccardo nel Comune di Pesaro?”. Di dare atto che lo svolgimento delle operazioni referendarie avverrà secondo quanto prescritto dalla legge regionale e dal Regolamento comunale per la disciplina dei referendum. Di dare atto che il responsabile del procedimento è il Dirigente del Servizio Demografici e Partecipazione.

Preoccupata l’opposizione con il consigliere Dallasta della Lega ha chiesto chiarezza sull’indebitamento del Comune di Mombaroccio. La risposta di Galdenzi: «L’unico atto ufficiale è stato fatto a luglio, in quella sede non sono stati definiti squilibri finanziari. Si parla di un indebitamento di una cifra tra 500mila euro ma inferiore a un milione di euro. Ma allo stato attuale l’atto ufficiale non dimostra squilibri».

Nicola Baiocchi, consigliere di Prima c’è Pesaro: «La parte che maggiormente contesto è relativa a quella economica perché non si sa con precisione quanti debiti abbia questo comune e la risposta è stata molto fumosa».

Lugli, consigliere del Movimento 5 Stelle: «Mi associo anche io al coro di lamentele perché le informazioni sono lacunose per mancanza di tempo. D’altra parte ci troviamo di fronte ad un territorio che chiede aiuto, hanno subito il commissariamento, lo fanno ad un Comune più grande. Come M5S siamo sempre favorevoli ai referendum, strumento principe di democrazia».

Il sindaco Ricci ha chiarito la posizione sul debito di Monteciccardo. Pesaro, con la fusione, «ha diritto al contributo statale di due milioni all’anno per 10 anni. E’ il massimo che si può ottenere». Per il sindaco, la fusione avrebbe quindi, per Pesaro, «discreta convenienza economica. Il deficit di Monteciccardo è stimato tra 500mila euro e un milione – ha osservato -. Ma penso che sia più vicino al milione. Se fosse così, in caso di vittoria del sì prenderemo un ‘mutuo Monteciccardo’ pari a 5 milioni. Se al milione di deficit aggiungiamo la quota di ammortamento e l’interesse per il mutuo, sicuramente la cifra sale. Poi ci sarà un effetto razionalizzazione, che ci consente di fare scendere il costo. Con quei due milioni di contributo che arrivano a Pesaro non facciamo cassa. Una buona parte vanno a Monteciccardo per chiudere il debito e per fare il piano degli investimenti. Ma in ogni caso c’è un margine che ci consente di dire che l’operazione è sostenibile e per noi ha una discreta convenienza».