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Festività senza cinema, Imparato del Gabbiano di Senigallia: «Aspettiamo settembre 2021 per tornare ai numeri di prima»

Sale chiuse, film che escono online, altri titoli fermi in attesa. «Quando riapriremo, se il cinema mostrerà di essere un'industria, il pubblico risponderà. Piattaforme? La sala rimarrà principe: vedere un film al cinema è un'altra cosa»

Il cinema Gabbiano con i posti contingentati
Il cinema Gabbiano con i posti contingentati

SENIGALLIA – Sono le prime festività natalizie senza cinema della nostra memoria. Dopo una prima chiusura a inizio anno dall’8 marzo (al Nord Italia anche da prima, dal 23 febbraio) al 25 giugno, causa Covid, le sale cinematografiche sono state di nuovo serrate dal 26 ottobre. Ne parliamo con Carmine Imparato del cinema Gabbiano di Senigallia (An), che è anche programmatore delle Sale della Comunità delle Marche e coordinatore delle stesse a livello nazionale.

Come stai vivendo questo primo Natale senza cinema?
«Ho mia moglie che fa il medico e lavora nel reparto Covid, quindi… sto a casa e aspetto. Non ero tra quelli che avevano speranze o si facevano grandi idee sulla riapertura. Anche a marzo e aprile, già ero convinto che il cinema avrebbe ricominciato a fare numeri di prima solo dopo il vaccino, quindi da settembre 2021. Rimango ancora convinto di quella data. Abbiamo dei progetti che cerchiamo di portar avanti, nel frattempo, ma non spero in gennaio o giù di lì. Un Natale con il cinema purtroppo sarebbe un disastro con i tempi di oggi e vorrebbe dire ragionare in maniera egoistica».

Quindi eri per certi versi preparato a questa nuova chiusura…
«Questa chiusura è stata accettata in maniera diversa rispetto a quella di marzo. A marzo ci hanno fatto chiudere dall’oggi al domani; uscirono dei decreti in cui non si capiva quali fossero i luoghi di cultura, perché tutti gli esercenti a marzo cercavano la parola “cinema”. Poi hanno specificato che i luoghi di cultura erano i cinema. Ma… sembrava quasi che nel cinema ci fosse il Covid e gli esercenti protestavano: “Noi i locali li abbiamo sempre puliti, abbiamo sempre igienizzato gli ingressi, i bagni…”. Poi ci siamo ritrovati, frastornati, a poter riaprire il 15 giugno, anche se molti si sono mossi più tardi. Ha riaperto forse il 20% dei cinema. Ora è diverso, ci hanno fatto richiudere dandoci la motivazione, ovvero, limitare gli spostamenti alle persone. Quindi siamo riusciti a dare risposte anche al pubblico che ci riempiva di messaggi di solidarietà dicendo “quando vengo al Gabbiano sto distante 2 metri, in fila uno per uno, mi devo igienizzare le mani, mi sento al sicuro”».

Un’indagine Anec (Associazione nazionale esercenti cinema) del 5 ottobre aveva segnalato che dal 15 giugno, giorno di riapertura dei cinema, non si erano registrati contagi nelle strutture afferenti. Cinema, quindi, luogo sicuro?
«Prendevamo anche nome e cognome degli spettatori, per tracciare eventuali contagi. All’inizio c’era la caccia al luogo al chiuso dove si rimane per almeno due ore. Al 25 ottobre c’era ancora un 20-30% di cinema che hanno deciso di non riaprire. Nelle Marche erano riaperti quasi tutti tranne il Gruppo Giometti, che era in procinto di farlo».  

Lo Stato vi sta aiutando…
«Tra decreti vari, alla fine il contributo fisso per ogni cinema è di 25 mila euro: 10 mila a giugno, 10 mila con il decreto del 7 ottobre (anche se ancora alcuni devono ricevere i soldi di giugno), poi altri 5 mila. In più, c’è il contributo variabile in base ai mancati introiti: un 20-25% della perdita netta di esercizio dei mesi di chiusura, rispetto agli incassi del 2019 calcolati sul periodo del primo lockdown. Noi siamo dipendenti e quindi c’è la cassa integrazione: è vero che è poca ma è qualcosa. Lo spettacolo, però, non è solo cinema in sala: è un mondo di maestranze, con partita Iva. Provano a darci una mano, ma a Senigallia il cinema manda avanti il settimanale diocesano Voce Misena e la radio comunitaria Radio Duomo. Ci sono nove dipendenti».

Vi aspettate aiuti dalla Regione Marche?
«Sono sempre stato contrario a chiedere soldi così. Quando si potrà riaprire, se la Regione vorrà aiutare le sale, ben venga».

Si parla di ristoratori e negozianti in difficoltà. Forse si parla poco del mondo della cultura e del cinema.
«Penso che quando sarà ora, se il cinema mostrerà di essere un’industria e saprà far tornare al pubblico la voglia di tornare in sala, il pubblico risponderà. Nel frattempo, sono tutte giuste le iniziative per ricordare che il cinema esiste ancora. Noi al Gabbiano ci stiamo concentrando su progetti per quando riapriremo. Anche nelle Marche e a livello nazionale, i colleghi stanno tutti utilizzando gli aiuti statali reinvestendoli per progettare e migliorarsi, ad esempio per ripitturare l’ingresso o pulire lo schermo o sistemare la cassa che gracchiava. E questa è una cosa positiva».

Tra i progetti in corso, per il Gabbiano, c’è anche il lancio della “più grande campagna abbonamenti di un cinema chiuso”.
«Il Gabbiano ha la tessera convenzione con cui si paga sempre ridotto, 5,50 euro. Ma una volta all’anno, a Natale, tiriamo fuori le Christmas card, con ingressi a prezzo molto abbassato. E abbiamo una resa altissima. Fino alla Befana diamo la possibilità di comprare queste card (le attuali sono Christmas 20 euro a 4 ingressi, Christmas 25 euro a 6 ingressi, Christmas 40 euro a 10 ingressi, ndr). Con scadenza nel 2025. Molti ne comprano anche due da 40 o le regalano».

Diversi film, non potendo uscire in sala, sono usciti su piattaforma digitale. C’è paura che un domani i distributori possano continuare a puntare sulle piattaforme?
«Penso che la sala rimarrà principe nella scelta del pubblico che era abituato ad andare in sala e nelle persone che gli esercenti convinceranno ad andare in sala: vedere un film in sala è un’altra cosa. Inoltre, l’incasso viene dal cinema, non dalle piattaforme. Netflix ha fatto un investimento iniziale molto grande: sarebbe auspicabile che alcuni film passino anche dalle sale. Si dovrebbe creare una sinergia tra i vari modi di fruizione. Io non sono contrario alla piattaforma, non credo sia il demonio, il Gabbiano fa parte di MioCinema, la piattaforma di Lucky Red che coinvolge le sale cinematografiche. Però, ad esempio, un film come Tre piani di Nanni Moretti mica esce in piattaforma: aspetta le sale. Anche De Laurentiis non esce in piattaforma (infatti Si vive una volta sola di Carlo Verdone è in standby, ndr). Per queste festività, c’erano tre film con “Natale” nel titolo. Il film 10 giorni da Babbo Natale con De Luigi e quello con Boldi e De Sica (In vacanza su Marte, titolo iniziale Un Natale su Marte, ndr) sono usciti in piattaforma. Ma Io sono Babbo Natale di Edoardo Falcone con Giallini e Proietti Lucky Red non l’ha fatto uscire, magari poi cambierà il titolo, e questo nonostante Lucky Red abbia la piattaforma MioCinema: non uscire in sala vorrebbe dire perdere milioni. Immagina un film in sala, a Natale, con Proietti, purtroppo anche all’ultima interpretazione, e Giallini: farebbe 10-12 milioni di euro, in piattaforma probabilmente meno».

Quest’estate avete proposto l’arena estiva: è andata bene?
«Tre parole: ci siamo salvati. Meglio delle aspettative. Non c’erano film nuovi, gli spettatori dovevano stare  distanti, i film erano tutti già in piattaforma, abbiamo vissuto il miraggio dell’uscita di Mulan a fine agosto poi invece posticipata e riservata alla piattaforma Disney+: eppure è andata bene, c’è stata la voglia del pubblico di stare in sala. Inoltre, visto che i film non erano inediti, abbiamo avuto più marginalità: incassi più bassi ma meno costi. E in più l’aiuto statale per le arene».

Disney, ovviamente complice il momento particolare, sembra molto orientata sulla sua piattaforma.
«Ora che altro potrebbe fare? Ha la piattaforma di proprietà, Disney+, inaugurata a marzo durante il lockdown. Hanno fatto uscire Mulan su piattaforma a settembre (quando i cinema erano aperti), però a 21 euro, e in pochi l’hanno visto; a dicembre l’hanno quindi reso disponibile per chi aveva l’abbonamento normale. Credo stiano facendo dei test, per arrivare a Soul disponibile da Natale, di cui era stata già annunciata alla Festa di Roma l’uscita solo in piattaforma: una cosa grave non dare possibilità alla sala. Penso però che tutto nasca dalla necessità di Disney di dare nuovi contenuti agli abbonati. Se non torna un mercato normale, molti film bypasseranno la sala. Ma secondo me Disney tornerà al cinema: come fa a non uscire al cinema con un film come Il re leone, con tutto il marketing parallelo di gadget vari che ha?!».

Consigliaci 3 film da vedere in queste festività.
«Leggetevi un libro. State tranquilli e rilassati. Per vedere film, andate al cinema quando riapriremo. Non fomentiamo piraterie o forme diverse».