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Faro del Cardeto, c’è un’offerta per la concessione. Rubini (Sel-Abc): «Nulla di buono»

Per la struttura del Colle dei Cappuccini di Ancona si è proposto un privato che avrebbe previsto la realizzazione di un ristorante di lusso

Il faro del Cardeto
Il faro del Cardeto

ANCONA- Vecchio faro nel Parco del Cardeto, c’è una proposta per la gestione, il recupero e il riuso della struttura. Il 29 dicembre si sono chiusi i bandi di concessione fino a 50 anni pubblicati lo scorso 3 ottobre da Agenzia del Demanio e Difesa Servizi S,p.a. Per la terza edizione del progetto Valore Paese-FARI sono arrivate 23 proposte per 9 fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato. Tra questi c’è anche il gioiello situato nel Parco del Cardeto. Il 9 gennaio sono state aperte le buste e per il faro del Colle dei Cappuccini di Ancona c’è un’offerta da parte di un privato, ovvero la Artingegneria SRL di Borgomanero in provincia di Novara. Nel progetto presentato sarebbe prevista la realizzazione di un ristorante di lusso. Il gruppo consiliare SEL-Ancona Bene Comune esterna tutta la sua preoccupazione.

Francesco Rubini, capogruppo Sel-Ancona Bene Comune

«La proposta giunta al demanio da parte della Artingegneria SRL per la valorizzazione del vecchio faro al Cardeto non fa presagire nulla di buono. Se dovessero essere confermate le notizie che vedrebbero tale società intenzionata a fare del faro un luogo di ristorazione di lusso, i cittadini anconetani perderebbe di fatto la libera fruizione di uno dei più caratteristici luoghi storici anconetani-afferma Francesco Rubini, capogruppo SEL – Ancona Bene Comune-. Le nostre preoccupazioni relative ad una privatizzazione strisciante dell’area si fanno oggi più consistenti, avvalorate da alcune brevi ricerche sul web che testimoniano progetti di ristorazione di lusso già ipotizzati dalla Artingegneria in passato su un altro vecchio faro situato nella laguna veneziana. Se così sarà, l’ennesima operazione economica spacciata per riqualificazione non farà altro che trasformare un’area storico – paesaggistica a fruizione pubblica in uno spazio ad uso e consumo di pochi eletti dal portafoglio capiente. Ci auguriamo di sbagliare, ma è bene prestare massima attenzione per evitare l’ennesimo sacco alla città».

Per Agenzia del Demanio e Difesa Servizi s.p.a è cominciata la fase della valutazione delle proposte per l’affitto dei 9 fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato. Le commissioni di gara appositamente costituite valuteranno le proposte presentate secondo il criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”, attribuendo un punteggio pari al 70% agli elementi tecnico-progettuali, ed un punteggio pari al 30% agli aspetti economici. «La valutazione della proposta progettuale terrà conto di elementi qualitativi come: soluzioni di rifunzionalizzazione delle strutture, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise- spiega l’Agenzia del Demanio-. Le proposte dovranno essere conformi agli indirizzi di sviluppo dei territori che ospitano queste strutture e coerenti con le linee guida del progetto Valore Paese–FARI, in particolare le strutture potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali».