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A Fano un patto sociale a favore dei più deboli. Seri: «Attuare politiche che sostengano la solidarietà»

L'impostazione del Bilancio per l’anno 2021 del Comune di Fano tiene conto degli effetti dell’emergenza Covid e sostiene il tessuto sociale con scelte orientate a favorire l’inclusione sociale

FANO – Un patto sociale per definire le linee di intervento a favore dei più deboli. Poggia su questa prerogativa il contratto sociale siglato in settimana tra il Comune di Fano, nelle persone del sindaco Seri, l’assessora al Bilancio Sara Cucchiarini, l’assessore al Welfare di Comunità Dimitri Tinti, CGIL Pesaro Urbino, Spi Cgil, Cisl Territoriale Fano, Patrimonio Fnp Cisl e Uil Pesaro.

L’ennesimo segnale dell’attenzione su tematiche come lavoro e sostegni alle famiglie da parte di amministrazione ed associazioni di categoria nei riguardi di quelle fasce più duramente colpite dall’emergenza pandemica e dalla conseguente emergenza economica

«Con questo patto – spiega Seri – abbiamo tracciato un percorso condiviso che vuole tenere insieme le parti sociali in un quadro coeso ed organico. Questa firma rappresenta una decisa ripartenza che si contraddistingue nell’attenzione alla solidarietà. La vera sfida sta nell’anticipare i processi e dedicare il sostegno necessario a tutte le persone che soffrono e che si trovano in una condizione di isolamento. Ci deve essere una visione strategica di tutte le azioni che hanno il dovere di essere coordinate e concertate. Questo momento particolarmente delicato merita interventi straordinari. Solo insieme possiamo uscirne migliori e più forti».

A Fano un patto sociale a favore dei più deboli
A Fano un patto sociale a favore dei più deboli

L’impostazione del Bilancio per l’anno 2021 del Comune di Fano tiene conto infatti degli effetti dell’emergenza COVID-19 e sostiene il tessuto sociale con scelte precise ed eque orientate a favorire l’inclusione sociale.

Anche dal punto di vista dell’occupazione si evidenzia nelle Marche un decremento del numero di occupati del secondo trimestre anno 2020 rispetto al trimestre precedente di 12.000 unità, mentre rispetto al secondo trimestre 2019 il decremento è di oltre 7.500 unità. In tale contesto sono state individuate le priorità per l’amministrazione comunale.

Sulle Politiche sociali è prioritario ampliare e articolare in modo più efficace l’offerta dei servizi per le famiglie, con una nuova organizzazione degli interventi più funzionale e capillare a livello di ambito territoriale. Sono stati condivisi alcuni servizi già avviati nei mesi scorsi in forma di gestione associata ed integrata come gli interventi educativi domiciliari per minori e di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per i disabili in ambito scolastico. Inoltre è prevista la gestione unitaria del Servizio di Assistenza Domiciliare per persone non autosufficienti. A questo proposito le sigle sindacali hanno invocato maggiore attenzione rivolta agli anziani, soprattutto quelli sprovvisti di una rete parentale che hanno sofferto l’isolamento.

Tra i contenuti del patto c’è la volontà di stabilire i criteri per delineare le modalità del fondo anticrisi affinché si faccia fronte all’emergenza economica appesantita, tenendo conto degli ulteriori fondi nazionali destinati agli enti locali.

All’interno dell’accordo è presente anche un focus dedicato alle politiche abitative che necessitano di un rilancio sia nell’incremento del patrimonio di edilizia agevolata pubblica sia promuovendo forme di housing sociale innovative e maggiormente inclusive.