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Fano, mercato anche il Primo Maggio. Lucarelli: «Accolta la richiesta degli ambulanti». Ma i ristoratori storcono il naso

La presenza degli ambulanti riduce sensibilmente lo spazio esterno usufruibile per l’attività di somministrazione. Ecco perchè ne è nata una polemica

FANO – Anche per sabato Primo Maggio è stato confermato il mercato cittadino. Ad annunciarlo l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Fano Etienn Lucarelli: «Abbiamo accolto la richiesta degli ambulanti. Nonostante sia un giorno di festa, l’amministrazione ha fatto un passo verso le esigenze di numerosi operatori che agiscono all’interno del mercato. Va detto che la permanenza prolungata in zona rossa non ha penalizzato solo baristi, negozianti e ristoratori, ma anche gli ambulanti. Abbiamo dato il via libera all’organizzazione del mercato settimanale, cercando di recuperare il tempo perduto. I benefici di questa decisione si rifletteranno anche sulle altre attività del centro storico che potranno così beneficiare di un maggior flusso di utenti tra le via principali del perimetro urbano. Ora è importante impegnarsi per sostenere coloro che non possono lavorare all’aperto a causa di mancanza di spazi e coloro che ancora non possono aprire per decreto».

Opportunità di lavoro certo, ma nel pieno rispetto della salute assicura Lucarelli: «Non mancheranno le garanzie sanitarie affinché i cittadini possano acquistare nella massima sicurezza. Come sempre verranno mantenute le vie di ingresso e di uscita del mercato».

Una decisione però che non è stata accolta con il medesimo entusiasmo da tutti: la presenza degli ambulanti infatti riduce sensibilmente lo spazio esterno usufruibile per l’attività di somministrazione dei ristoratori che, nonostante il ritorno alla zona gialla, hanno bisogno dello spazio esterno per poter lavorare. Difficile comunque trovare una soluzione che sia ottimale per tutti i comparti: sia quello della ristorazione, che quello degli ambulanti, sono stati colpiti infatti in maniera durissima da questi mesi di pandemia. La speranze di entrambe le categorie sono riposte nella bella stagione: si auspica che, come già successo per l’estate 2020, la curva epidemiologica regredisca permettendo un ritorno ad una quasi normalità.