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Fano, Mancinelli di Anci Marche solidale con il sindaco Seri sul Tso al 18enne: «Avrei preso la stessa decisione»

Il primo cittadino di Ancona è la prima esponente del mondo politico a prendere posizione: « Mi domando cosa sarebbe successo se, in presenza della prescrizione del Tso controfirmata, Seri si fosse rifiutato. Sarebbe stato accusato di abuso di potere?»

Valeria Mancinelli, presidente Anci Marche

FANO – «Avrei preso la stessa decisione». Dopo le tante critiche piovute al sindaco di Fano Massimo Seri per aver firmato il Tso allo studente di 18enne che si era incatenato al banco per protestare contro l’uso della mascherina in classe, arriva un attestato di stima e solidarietà da parte di Valeria Mancinelli, presidente di Anci Marche e sindaco di Ancona.

«Ancora una volta un sindaco si trova nella critica posizione di dover affrontare delle conseguenze per aver adempiuto al proprio dovere – ha detto Mancinelli -. Ritengo che il sindaco Seri, di fronte a due pareri medici concordi e non avendo competenze personali specifiche, non poteva che procedere come ha fatto, quindi applicando la legge, e disponendo il Tso. Personalmente, con la situazione data, se il fatto fosse avvenuto ad Ancona, città di cui sono Sindaco, e non essendo neanche io un medico, avrei fatto esattamente quello che ha fatto il collega Seri».

Anci Marche ha richiamato più volte l’attenzione sulla necessità che non solo il sindaco sia chiamato ad assumersi le responsabilità del proprio operato.

«Non siamo eroi e nessuno di noi aspira ad esserlo, siamo soliti metterci la faccia di fronte ai cittadini e all’opinione pubblica – insiste la presidente di Anci Marche – Il sindaco Seri ha fatto il suo dovere a fronte di perizie mediche qualificate. Non aveva e non doveva avere le competenze per discutere due pareri medici uniformi perché toccava ai sanitari indicare la soluzione al caso, non certo al Sindaco. Mi domando cosa sarebbe successo se, in presenza della prescrizione del Tso controfirmata, il sindaco Seri si fosse rifiutato. Sarebbe stato accusato di abuso di potere?».

Anche lo stesso Seri giorni fa aveva voluto commentare quanto successo affermando che si tratta «di una vicenda delicata che merita di essere affrontata, seguita e gestita nelle sedi più idonee con umanità e competenza» e soprattutto auspicando che l’episodio non fosse oggetto di una insensata strumentalizzazione politica o ancora peggio di una interessata spettacolarizzazione mediatica.

A seguito di quanto accaduto all’Istituto Olivetti nessun altro collega di Seri ha preso ufficialmente posizione. Tante invece le voci, soprattutto da parte di associazioni che si occupano di diritti umani, che hanno criticato aspramente il provvedimento ritenendolo sproporzionato.