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Fano, M5S allerta il ministro: 9 agenti su 42 in pensione. Silp Cgil: «Servono fatti, no chiacchiere»

Sulla situazione del commissariato di Polizia interviene il pentastellato Rossini con una lettera a Luciana Lamorgese. Critico il sindacato: «Della terza città delle Marche non interessa a nessuno a parte l’estemporanea letterina delle buone intenzioni»

FANO – Ben 9 agenti su 42 in pensione. E’ la situazione al Commissariato di Polizia fanese su cui si è concentrato il M5S con un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno. Ma il Silp Cgil replica giudicandola solo una lettera di buoni propositi.

Il deputato pentastellato Roberto Rossini ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. E chiede di sapere quanti uomini si prevede di assegnare al commissariato di pubblica sicurezza di Fano per far fronte ai pensionamenti e con quali tempistiche.

«Il commissariato di pubblica sicurezza di Fano, tra il 2019 e il 2020, sarà interessato da una riduzione del personale a causa di pensionamenti per limiti d’età – continua Rossini – e per il raggiungimento dei requisiti contributivi, che determinerà la perdita complessiva di 9 uomini sulla forza effettiva che, al momento, e’ di 42 unità».

Il deputato sottolinea che ad oggi «non è prevista alcuna forma di integrazione o sostituzione delle unità per le quali è previsto il pensionamento. Gran parte del personale prossimo al pensionamento consiste in ufficiali di Polizia giudiziaria che hanno finora diretto settori delicati e determinanti per l’efficienza del commissariato, con la ovvia conseguenza che lo stesso non potrà più avvalersi dell’opera di uomini di notevole esperienza e professionalità. Tale riduzione di personale non potrà che ripercuotersi negativamente sul controllo del territorio su cui il commissariato esercita la propria giurisdizione».

Non tarda il commento del segretario provinciale del Silp Cgil, Pierpaolo Frega, sindacato di Polizia. «Felici per l’interrogazione, sarà l’ennesima dell’ennesimo parlamentare del territorio. Cambiano i colori dei governi, cambiano i soggetti che fanno l’interrogazione, a memoria crediamo che non ci sia stato partito negli anni al governo o all’opposizione che non abbia fatto una letterina di buoni propositi al ministro dell’interno di turno.
Sui risultati vi rassicuriamo noi: nessuno. In qualsiasi governo si sia succeduto. Alla politica parlata noi preferiremmo la politica dei fatti, ebbene della terza città delle Marche non interessa a nessuno a parte l’estemporanea letterina delle buone intenzioni.
Una volta si sarebbe detto “giudicheranno i cittadini nelle urne” se si dovessero basare sugli scarsi anzi zero risultati ottenuti, la politica si dovrebbe preoccupare. Con buona pace dei disservizi che si creeranno a discapito dei contribuenti e al surplus di sacrifici cui saranno costretti i lavoratori obbligati a garantire gli stessi servizi con sempre minor personale».