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Fano, i giovani in piazza contro la guerra: «La storia ci chiama ad essere operatori di Pace»

L'evento, promosso dall'amministrazione fanese, si è svolto in piazza XX Settembre. Tanti gli studenti. Brunori: «La vostra presenza ha avuto un senso importante per tutti noi»

Fano, i giovani in piazza contro la guerra
Fano, i giovani in piazza contro la guerra

FANO – I giovani della Città della Fortuna sono scesi in campo per manifestare contro i temibili venti di guerra che soffiano da Est. Tanti coloro che hanno affollato Piazza XX Settembre in rappresentanza dell’Istituto Comprensivo Padalino, dell’Istituto Comprensivo Gandiglio e Nuti, del Liceo Nolfi Apolloni, del Liceo Torelli, dell’Istituto Polo 3 e dell’Istituto Don Orione.

Oltre al Sindaco Massimo Seri, al Vescovo Mons. Armando Trasarti, al sacerdote della Comunità Ucraina Don Vladimir Medvid, erano presenti anche diversi componenti della comunità ucraina locale e i 20 profughi attualmente ospitati in una struttura del Don Orione. Sono stati proprio loro, intonando l’inno ucraino, ad introdurre l’assemblea.

I protagonisti della mattinata sono stati i giovani che hanno voluto rispondere “presente” ad un avvenimento che sta interpellando la scuola ed il mondo educativo. I rappresentanti dei vari istituti scolastici si sono susseguiti sul palco per esprimere la loro condanna ai tragici avvenimenti che stanno colpendo il popolo ucraino.

«La corposa presenza dei bambini e delle ragazze e dei ragazzi, – ha commentato l’assessora Brunori, promotrice dell’iniziativa – la loro commozione ed il rispetto sincero con cui vivono ed hanno raccontato questo terribile momento è un esempio che seminiamo per avere fiducia nel Futuro. Cari bambini e ragazzi voi che siete nati senza guerre, impegnatevi a scrivere nuove pagine di storia di Pace. Sappiate che ogni bambino, ragazzo, donna e uomo della Comunità Ucraina oggi presenti vi sono grati per aver portato forza, speranza e musica nei loro cuori. La vostra presenza ha avuto un senso importante per tutti noi. Grazie per esserci stati».

Soddisfatto anche il Primo cittadino Massimo Seri che ha commentato: «Ci siamo stretti intorno alla comunità Ucraina per mandarle, attraverso i nostri giovani, un messaggio di pace e di solidarietà».

I giovani del Don Orione in piazza contro la guerra
I giovani del Don Orione in piazza contro la guerra

Vi riportiamo in calce il contributo offerto dagli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “Don Luigi Orione” di Fano:

«Siamo spettatori di qualcosa che ancora non capiamo fino in fondo, di una pagina di storia che un giorno verrà studiata dai nostri figli o nipoti. Perché siamo qua oggi? La risposta banale è perché a poche migliaia di km da casa nostra, in seno all’Europa, dopo 70 anni di apparente pace è scoppiata una Guerra che rischia di coinvolgerci tutti, anzi forse lo ha già fatto. Veniamo bombardati continuamente da immagini: i vecchi media, la tv, i giornali ma anche i nuovi, Tik tok, Instagram, Telegram, ci riportano h24 gli orrori della guerra e lo fanno con una costanza e con una precisione quasi fosse una cosa normale la guerra, quasi fossero immagini di un film o di un videogioco.
“Perché siamo qua oggi su questo palco?” Ci siamo chiesti e richiesti in questi giorni. La risposta apparente, quella più ovvia o superficiale potrebbe essere quella di dare un segno: dire NO alla Guerra. A ben guardare però, scavando dentro noi stessi, dentro le inquietudini, le paure ed i turbamenti, forse c’è anche dell’altro, forse c’è il bisogno cercare di abbattere un muro di INDIFFERENZA che a poco poco si sta costruendo dentro di noi. Un torpore che ci sta ANESTETIZZANDO e che ci fa percepire quello che sta avvenendo come un problema grave ma in fondo non nostro, qualcosa che al momento ci tocca marginalmente.

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Fano, i giovani in piazza contro la guerra
Fano, i giovani in piazza contro la guerra

“Perché siamo qua oggi?” ci siamo chiesti in questi giorni, quasi fosse un ritornello: siamo qua per scuotere le coscienze, le nostre e le vostre: siamo qua per ricordarci quanto sia imprescindibile rimanere UMANI: che le immagini che ci arrivano, l’orrore, la morte e la sofferenza di queste persone sono reali e non possono non toccarci e non chiamarci in causa. Siamo qua per ricordarci tutti insieme quanto sia importante RICORDARSI DI ESSERE UMANI: di come pietà, empatia, solidarietà, siano tratti imprescindibili dell’essere umano da cui DOBBIAMO RIPARTIRE.
“Perché siamo qua oggi?” Perché la storia ci chiama ad essere non solo spettatori ma anche protagonisti, ci chiama ad essere OPERATORI DI PACE, ognuno nel proprio piccolo, nella sua sfera, oggi è chiamato a COLTIVARE IL BENE che c’è in ognuno di noi. Perché perfino una maestra crudele e terribile come la GUERRA ci può insegnare qualcosa per rilanciare la sfida un po’ più avanti: l’importanza della PACE, di come questa vada difesa, preservata e coltivata a partire da ognuno di noi. Coltiviamo la Pace attraverso la gentilezza: minuscoli, costanti segni di gentilezza da seminare nel nostro quotidiano oggi per mietere domani un raccolto diverso da quello presente. Solo così si può diventare OPERATORI DI PACE. Quella Pace iscritta nel volto della mia compagna di classe Noemi, che già pensa alle attività da organizzare per costruire inclusione con i ragazzi ucraini appena arrivati, e negli occhi di Giovanni, che ha lanciato una gara di solidarietà nelle classi del tecnico- professionale, è in Robert che trascorre il suo tempo giocando con i bambini di Villa San Biagio e potrei continuare… è il volto di tanti miei compagni chiamati ad essere lievito di vita, tra di noi ed insieme a tutti voi».

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