Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Fano contro l’inquinamento: ora è vietato accendere camini e stufe a legna

Il divieto nel caso in cui nell'abitazione sia disponibile un altro tipo di riscaldamento, autonomo o centralizzato. Lo ha stabilito l'amministrazione comunale con un'ordinanza del sindaco Massimo Seri

FANO – Vietato accendere caminetti quando nell’abitazione è disponibile un altro tipo di riscaldamento, autonomo o centralizzato. Lo ha stabilito l’amministrazione comunale di Fano con un’ordinanza del sindaco Massimo Seri. Il controllo spetterà alla polizia municipale.

E così fino al 15 aprile è vietata «l’accensione degli impianti a biomasse solide, composte da legna, pellet e carbonella, inclusi i caminetti tradizionali aperti e quelli moderni chiusi, nonché quelli a carbon fossile, utilizzati per il riscaldamento degli ambienti interni o solo per la produzione di acqua calda, quando nell’edificio è disponibile un altro tipo di riscaldamento, autonomo o centralizzato».

Lo stesso divieto vale per gli impianti utilizzati per riscaldare aree esterne, dove si trovano dehors o tavolini all’aperto. È consentita invece la combustione di biomassa per la cottura domestica dei cibi.

Qualche numero – «Sulla base degli studi compiuti da tecnici competenti risulta che gli apparecchi domestici a biomassa sono particolarmente responsabili della emissione di fattori inquinanti. Solo le moderne stufe a legna, tecnologicamente avanzate dispongono di una doppia combustione e quindi di emissione controllata di aria secondaria. Così le moderne caldaie che producono un particolato composto prevalentemente da sali minerali, la cui tossicità è 5 volte inferiore rispetto alle emissioni di un motore diesel. Al contrario nelle stufe a legna tradizionali, gestite secondo la normale pratica quotidiana, la tossicità del particolato è paragonabile a quella del diesel. E nel caso di cattivo funzionamento a causa dell’aumento degli elementi incombusti, assume un grado di tossicità 10 volte superiore al diesel e addirittura 100 volte superiore al particolato organico nelle caldaie», spiega in una nota l’ente.

L’azione di controllo e vigilanza per il rispetto della suddetta ordinanza è demandata ai vigili urbani.