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Fano, alloggi popolari: scontro tra M5S e amministrazione

Ad essere contestate dalla minoranza le tempistiche dimezzate e l'impedimento della presentazione delle domande con le modalità previste dal regolamento. Ma Tinti ribatte: «L'innovazione introdotta ha prodotto un disagio molto limitato»

Vista panoramica su Fano
Vista panoramica su Fano

FANO – Botta e risposta tra M5S Fano e amministrazione comunale sull’assegnazione degli alloggi popolari che già, mesi fa, avevano mesi fatto infuriare i sindacati.

L’affondo stavolta arriva dai rappresentati locali pentastellati che avevano contestato diversi punti dell’avviso pubblicato lo scorso primo dicembre dal comune di Fano per l’aggiornamento della graduatoria per l’assegnazione delle case popolari. Ad essere contestati sono stato i tempi per la presentazione delle domande che sarebbero stati dimezzati in maniera arbitraria, impedendo la presentazione delle domande con le modalità previste dal regolamento e imponendo invece l’utilizzo, previa attivazione dello Spid, di una piattaforma telematica sconosciuta al regolamento vigente.

«La Giunta – sostiene il consigliere Matteo Giuliani – consapevole dell’irregolarità posta in essere, ha pensato bene di modificare ex post il regolamento, con delibera sottoposta al Consiglio Comunale dell’11 dicembre, con la pretesa che le nuove norme potessero avere effetto retroattivo e potessero così sanare i vizi del precedente Avviso Pubblico. Una pezza peggiore del buco! Per questo abbiamo chiesto alla Segreteria Generale del Comune di Fano di verificare la legittimità degli atti e di promuovere l’adozione in autotutela dei conseguenti provvedimenti idonei a ripristinare un rapporto corretto con i cittadini. In uno Stato di diritto anche la Pubblica Amministrazione è soggetta alla legge».

Dimitri Tinti, assessore al Welfare
Dimitri Tinti, assessore al Welfare di Fano

Non si è fatta attendere la risposta da parte della maggioranza che, per bocca dell’assessore al Welfere Tinti, ha voluto chiarire la posizione e la legittimità delle scelte dell’amministrazione: «Sono state presentate 60 nuove domande e 13 richieste di aggiornamento di alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). Alla fine l’innovazione introdotta con lo SPID, obbligatorio dal 28 febbraio prossimo, e l’adozione della modalità telematica, condizionata dalle restrizioni dovute all’emergenza sulla gestione di documenti cartacei e dal decreto semplificazione, ha prodotto un disagio molto limitato considerato che gli altri anni erano solo una decina in più le domande presentate. Inoltre, è stato fondamentale il supporto gratuito reso dal FabLab, un servizio del Comune nell’ambito delle politiche giovanili, che ha provveduto ad attivare circa 30 credenziali SPID a persone ultrasessantacinquenni o prive di supporti informatici e ha dato assistenza a circa 40 richiedenti per lo svolgimento della procedura di presentazione delle domande».

Le nuove domande, qualora ammissibili, andranno a sommarsi alle 263 già presenti per formare la graduatoria provvisoria di ERP Sovvenzionata 2020 che sarà pubblicata entro qualche settimana. Poi si darà notizia ai concorrenti, tramite raccomandata, del punteggio conseguito e dell’eventuale documentazione mancante, indicando modi e termini, comunque non superiori a 15 giorni, per la presentazione di osservazioni e di quant’altro ritenuto utile ai fini dell’approvazione della graduatoria definitiva.

«Vista la disponibilità molto limitata di alloggi popolari – ha sottolineato l’assessore al Welfare – rinnovo l’appello a tutti coloro che sono in possesso di alloggi sfitti. Sono stati riaperti i termini per i proprietari di appartamenti privati da locare ad utenti in carico ai servizi sociali con contratti transitori ovvero a canone concordato, per i proprietari di immobili da destinare a progetti di housing sociale e per i proprietari di alloggi in strutture ricettive (affittacamere, B&B ecc.) per pronta accoglienza. I soggetti interessati possono infatti consultare l’Avviso Pubblico all’interno del sito del Comune di Fano».