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Fabriano, vertenza Indelfab: mobilità per tutti i dipendenti

Aperta la procedura per i 537 lavoratori della ex JP Industries. A metà novembre scadrà il periodo di cassa integrazione per cessazione. I sindacati chiedono intervento del Mise

Assemblea lavoratori Indelfab (Foto di repertorio)

FABRIANO – Aperta la procedura di mobilità per i 537 dipendenti della Indelfab, ex JP Industries, di Fabriano. Se non interverranno novità sostanziali, da metà novembre – considerati tutti i tempi previsti delle attuali normative – sarà una nuova ecatombe occupazione per Fabriano e il suo comprensorio. Nessuno potenziale acquirente all’orizzonte.

Torna sotto le luci dei riflettori la vertenza Indelfab. I debiti per l’azienda che fa capo all’imprenditore cerretese, Giovanni Porcarelli, si aggirano fra i 30 e i 40 milioni di euro e per questo è stata presentata a fine 2020 istanza di fallimento. Sono stati nominati tre curatori fallimentari: Simona Romagnoli, Sabrina Salati e Luca Cortellucci.
I 537 lavoratori – 275 a Fabriano, stabilimento di Santa Maria, e 262 in Umbria, stabilimento di Gaifana – stanno usufruendo di un periodo di cassa integrazione per cessazione, ammortizzatore sociale che scadrà il prossimo 15 novembre. Ebbene, secondo i tempi dettati dalla procedura di mobilità aperta dai commissari fallimentari e comunicata ai sindacati, alle Regioni Marche e Umbria, e ai Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, per fine novembre prossimo, al massimo, saranno licenziati.

Infatti, ai 75 giorni di decorrenza da quando si apre ufficialmente la procedura di mobilità, quindi fino al prossimo luglio ci sarà un periodo di massimo quattro mesi per spedire le lettere di licenziamento. E si arriva, quindi, a metà novembre 2021.

Dunque, che fare? Secondo le organizzazioni sindacali di Fim-Fiom-Uilm «è indispensabile una convocazione immediata al Mise, anche con il Ministero del Lavoro e la Regione Marche, per valutare ulteriori strumenti di tutela dell’occupazione e per incentivare e favorire eventuali manifestazioni di interesse, di cui comunque a oggi non siamo a conoscenza», ribadiscono le parti sociali. E questo «per scongiurare l’ennesimo disastro occupazionale che colpisce il territorio di Fabriano, sul quale bisogna lavorare in questi pochi mesi rimasti per costruire veri progetti industriali», concludono.