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Fabriano, summit sul futuro dell’ospedale Engles Profili e sulla sanità territoriale

Presenti all'incontro, svoltosi nella sede dell'Area Vasta 2, gli assessori regionali Filippo Saltamartini, Francesco Baldelli e Giorgia Latini, il sindaco Gabriele Santarelli, la direttrice generale Asur Nadia Storti e il direttore di Area Vasta Giovanni Guidi

Ospedale di Fabriano

FABRIANO – Summit sul futuro dell’ospedale Engles Profili di Fabriano e non solo. Presenti all’incontro, svoltosi nella sede dell’Area Vasta 2, gli assessori regionali Filippo Saltamartini, Francesco Baldelli e Giorgia Latini, il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli alla presenza della direttrice generale Asur Nadia Storti e del direttore di Area Vasta Giovanni Guidi. Hanno partecipato anche la consigliera Chiara Biondi e l’assessore fabrianese Cristiano Pascucci. «Abbiamo affrontato a 360 gradi tutte le questioni che riguardano la sanità, dai problemi logistici fino alle spinose questioni che riguardano la carenza di personale», il commento di Santarelli.

Si parte dalla nuova palazzina da destinare alle specialità chirurgiche e dotata di standard di sicurezza e di resistenza al sisma in grado di renderla il punto di riferimento soprattutto, ma non solo, in caso di emergenza. «L’assessore Baldelli ci ha rappresentato le tempistiche per la realizzazione della nuova palazzina – riferisce il primo cittadino di Fabriano -. Stanno lavorando per avviare il cantiere il prima possibile consapevoli dell’importanza della struttura. Ho evidenziato in proposito i problemi che sorgeranno per l’area sottratta ai parcheggi sia nella fase di cantiere che in via definitiva una volta completata l’opera e ci siamo presi l’impegno di affrontare insieme questo problema per individuare delle soluzioni».

Molto sentita la questione relativa al ripristino dell’Ala dell’ospedale resa inagibile a seguito dei danni riportati a causa del sisma dell’agosto-ottobre 2016. «Mi hanno finalmente chiarito qual è il problema – continua Santarelli -. La Regione doveva scegliere se utilizzare le risorse del sisma per sistemare l’area inagibile o invece se delocalizzare e realizzare la nuova struttura. Avendo deciso per la seconda opzione ora non è possibile ricevere finanziamenti legati al sisma per sistemare l’Ala. Sarà comunque un tema da affrontare per individuare le risorse necessarie per rendere di nuovo fruibili quegli spazi anche se non potranno essere destinati nuovamente ai servizi ospedalieri non potendo raggiungere il livello di sicurezza sismica richiesta dalle normative».

Ne discende un’altra problematica legata agli spazi per gli ambulatori e i reparti ospedalieri. «Ho ribadito la necessità di reperire altri spazi all’esterno dove concentrare i servizi territoriali per superare la promiscuità tra ambulatori e reparti. Su questo fronte ho dovuto registrare purtroppo un passo indietro della direzione Asur sia da parte della direttrice generale che del direttore di Area Vasta 2 che sembrano preferire avere nello stesso plesso le due realtà al fine di ottimizzare la collaborazione ritenuta indispensabile. A chiedere con forza la divisione anche per dedicare i giusti spazi sia ai reparti che agli ambulatori sono stati gli stessi operatori sanitari. A mio avviso questa partita rimane aperta e merita un approfondimento», commenta Santarelli.

Per quel che riguarda la carenza cronica di personale, «con Saltamartini abbiamo ribadito ai direttori l’assoluta necessità di garantire contratti a tempo indeterminato a quegli operatori che, grazie alla presenza di primari di eccellenza, stanno chiedendo di venire a lavorare al Profili. Ho rimarcato i problemi dell’area dedicata alla 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, alla psichiatria, all’assenza di un 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞. Si è parlato anche del 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 e qui l’Assessore ha messo sul tavolo anche la necessità di analizzare se la scelta fatta di centralizzare sia stata vincente o se invece ci sia la possibilità di rivederla alla luce dell’esperienza fin qui accumulata».

Capitolo Punto nascita chiuso da due anni e reparto di Pediatria trasformato in un ambulatorio. «Ho chiesto se Regione e Asur abbiano intenzione di costituirsi anche di fronte al Consiglio di Stato nel ricorso presentato dal comune per la chiusura del Punto nascita, la cui udienza si terrà a marzo. La risposta è stata un po’ evasiva anche perché il discorso poi è scivolato sul tema della Pediatria per la quale è stata evidenziata la necessità di riattivare un servizio H24. Saltamartini ha sottolineato il problema del costo che la sanità deve sostenere per la mobilità passiva condividendo il fatto che vada trovata una soluzione al problema di avere così tante mamme che decidono di partorire fuori regione».

Infine, per la questione relativa alla Rsa e Rp alla luce dell’emergenza Covid-19, «ho voluto mettere sul tavolo anche questa problematica in quanto credo sia necessario ripensare all’intera organizzazione per garantire maggiore professionalità e la capacità di affrontare non solo l’ordinario, ma anche le situazioni di emergenza. È ormai chiaro a tutti che tali strutture non sono state mai preparate per affrontare condizioni di criticità e abbiamo e stiamo pagando un prezzo salatissimo», conclude il sindaco di Fabriano facendo riferimento al cluster sviluppatosi nelle scorse settimane a Santa Caterina che ha determinano un prezzo molto alto in termini di perdita di vite.