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Creatività per sconfiggere la paura

FABRIANO - L’artista Roberto Stelluti ha deciso di donare alla Diocesi l'opera “Malinconia d’estate”. Il ricavato della vendita servirà a finanziare la manutenzione nella Cattedrale, nella chiesa di San Biagio e nella Scala Santa, necessarie dopo il terremoto

L'artista Roberto Stelluti

FABRIANO – Il mondo dell’arte fabrianese si mobilita per la cattedrale di San Venanzio. L’artista, Roberto Stelluti, ha donato la sua ultima opera, con una tiratura di 50 esemplari, per essere venduta ad un prezzo accessibile e inferiore alle quotazioni solite, per contribuire così, con il ricavato, ai lavori post-sisma nel Duomo cittadino e non solo. Le ferite provocate dallo sciame sismico, che sta ancora interessando anche il fabrianese dal 24 agosto scorso, hanno causato danni non solo a molte abitazioni, ma anche al patrimonio artistico cittadino. La chiesa principale di Fabriano, la Cattedrale di San Venanzio, ne è un esempio. È stata, infatti, chiusa ai fedeli da alcune settimane per il distacco di intonaco in alcune cappelline. Il vescovo della diocesi Fabriano-Matelica, mons. Stefano Russo, ha preso questa sofferta decisione per evitare che i fedeli e lo stesso clero possano ferirsi, in considerazione del fatto che le scosse di terremoto non sono ancora terminate. Questa chiusura per parziale inagibilità del Duomo cittadino ha, anche, comportato lo spostamento di tutte le celebrazioni, comprese quelle del periodo natalizio, nella chiesa di San Biagio e San Romualdo.

Con la grande sensibilità che gli appartiene, Roberto Stelluti, ha deciso di attivarsi in prima persona. Sabato 17 dicembre, alle 18.30 al Museo Diocesano, è stato presentato il suo ultimo capolavoro, che il grande artista fabrianese ha scelto di donare proprio alla Parrocchia della Cattedrale basilica di San Venanzio. Si è trattato di un evento importante per la comunità fabrianese, perché la splendida incisione dal titolo “Malinconia dell’estate”, tirata in soli 50 esemplari sulla carta pregiata donata dalle Cartiere Fedrigoni, è stata messa in vendita al pubblico a un prezzo molto scontato rispetto alla quotazione delle opere di Stelluti. Tutto il ricavato dalla vendita sarà destinato alla parrocchia per finanziare alcune opere di manutenzione nella Cattedrale, nella chiesa di San Biagio e nella Scala Santa, necessarie dopo il terremoto. Per salutare e illustrare il valore e il senso di questo dono, accanto all’artista, sono intervenuti il vescovo Russo, il parroco di San Venanzio nonché direttore del Museo don Alfredo Zuccatosta, e Fabio Marcelli, storico dell’arte dell’Università di Perugia, che ha scritto il testo all’interno della preziosa cartella autografa dell’artista che accompagna l’incisione.

A questa edizione ha collaborato anche Il Registro, di Gianni Riccioni. «Roberto Stelluti, artista operoso da oltre quarant’anni e apprezzato in Italia e all’estero da critici, collezionisti e importanti gallerie, ha donato quest’opera con grande slancio solidale e amore per la sua città, disegnando ed evocando una meditazione sensibile sulla natura, sul tempo e sul creato, per raccontare ancora una volta la meraviglia della nostra terra», ha evidenziato lo storico dell’arte Marcelli. Chi volesse prenotare o avere informazioni riguardo l’acquisto dell’incisione, potrà contattare don Alfredo Zuccatosta al numero 0732/21823.