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Fabriano Progressista e la piattaforma programmatica

Ieri, 6 aprile, giorno fondativo della nuova forza politica che sostiene la candidatura a sindaco di Vinicio Arteconi. Si tratta di un cantiere aperto che non si esaurirà con l'appuntamento elettorale dell'11 giugno prossimo

FABRIANO – Fabriano Progressista scopre le carte e annuncia la piattaforma programmatica che il candidato a sindaco, Vinicio Arteconi, porterà avanti una volta eletto sindaco.
Un occhio attento al sociale, declinato a 360 gradi, ma anche a nuove forme di economia «che sappiano ricreare le condizioni che consentirono l’elezione del primo Sindaco che ruppe un monopolio economico politico durato 50 anni». Il riferimento è all’elezione di Giancarlo Castagnari, l’ex primo cittadino che entrò a Palazzo Chiavelli con una maggioranza di sinistra e che potrebbe, ora, essere nella lista di sostegno al ginecologo fabrianese.
«Nasciamo per rappresentare un’area politica che da eventi locali e nazionali rischierebbe di non essere rappresentata. La partecipazione alla vita democratica non può permettersi di escludere nessuna delle risorse storiche che hanno assicurato la dialettica politica e democratica dal dopo guerra ad oggi, istituendo anche una giornata della ricordanza della Resistenza fabrianese che ha da sempre unito le forze della sinistra e del centro sinistra. Questo gruppo parte anche dall’esperienza del “Comitato del no” volto alla tutela e alla protezione della nostra Carta Costituzionale, ma apre a tutte le esperienze della sinistra e del centro sinistra che si riconoscano davvero nella tutela dei diritti sociali, nel diritto alla conoscenza e quindi alla trasparenza istituzionale che sola può permettere una vera partecipazione decisionale», si legge nella nota diffusa al termine della riunione fondativa di Fabriano Progressista tenutasi ieri, 6 aprile. Questo cantiere non si esaurirà con l’appuntamento elettorale dell’11 giugno prossimo, «ma vuole proseguire la sua azione politica attraverso la creazione di un laboratorio permanente di discussione ed elaborazione di idee e progetti per la città».

Vinicio Arteconi e il logo della lista

Questi alcuni dei primi punti qualificanti che saranno, poi, sviluppati nel programma.
«Urgenza etica altrettanto importante dell’urgenza economica. Secondo noi l’economia senza etica sarebbe cieca e l’etica senza politica sarebbe zoppa, da qui l’esigenza di una espressione etica in politica, economia, produzione e finanza, con rispetto assoluto e costante delle persone, dell’ambiente e degli animali».
Quindi, «riportare carrozzine spinte lungo le strade dai genitori, targate D 451 (codice fiscale di Fabriano, dunque, mantenimento del punto nascita, ndr) magari superando le carrozzelle spinte dalle badanti. Per ottenerlo bisognerà investire sulle politiche familiari, sul lavoro dei giovani e sui servizi sociali a sostegno delle famiglie. Lo svuotamento della sanità di montagna è il disastro estremo dell’Italia che si ritira nella città dei voti e dei consumi dove da un punto di vista elettorale conviene investire (consumo e voto quindi sono). Si è cominciato dai tribunali e dalle scuole poi si sono trasferiti i negozi, le piccole aziende, le Poste adesso tocca agli Ospedali ridotti ad implorare il permesso di resistere, legati magari al completamento di una strada, nonostante la Costituzione stabilisca che quello alla salute è un diritto incomprimibile e la sicurezza debba prevale anche sul pareggio di bilancio».
Grande attenzione alle periferie. «Per giudicare il grado di civiltà e progresso non si può cominciare dai palazzi, ma dalle periferie, dalle zone più degradate e lì portare legalità, luce e speranza. Il Comune ha uno strumento importante e fondamentale per promuovere con successo questa sfida: il piano regolatore, che può indurre coscienza e coesione sociale tramite viabilità, verde, spazi e servizi che possono ridurre la conflittualità e il sospetto nei riguardi del vicino e del diverso. È necessaria una adeguata ristrutturazione post terremoto con puntuali studi geologici e adeguate misure anti sismiche per garantire la sicurezza delle persone e delle attività produttive».
In quest’ottica, occorre rivalutare le frazioni, «iniziando dalle più lontane, per migliorare la qualità della vita creando una opportunità di cooperazione e turismo diffuso. A tale scopo pensiamo alla creazione di una consulta specifica che sia un laboratorio di idee che partano da loro e per loro».
Un passaggio sui temi del lavoro, «laddove registriamo 6.000 disoccupati dovuti ad una crisi economica causata dal declino dell’attività produttiva manifatturiera metalmeccanica e relativo crollo dell’indotto».
Ambiente, scuola ed educazione, cultura e turismo. «La cultura ed il turismo devono essere complementari, sviluppando ad esempio la cultura millenaria a partire dal Museo della Carta, dalla creazione di una artigianato artistico il più diffuso possibile e dalla collaborazione con l’Università del territorio per la formazione di personale competente che preveda la riapertura di una laurea in Scienze cartarie a Fabriano dove esistono già strutture adatte allo scopo, che sia la continuazione del corso di scuola superiore».
Condurre una educazione continua «al fine di ottenere risultati nella lotta alla droga, all’alcolismo, al fumo, alle ludopatie, al bullismo e alle discriminazioni sessiste coinvolgendo la scuola, le Istituzioni, le associazioni, lo sport e il volontariato».
Rispettare l’ambiente «per rispettare le persone e consegnare alle generazioni future la possibilità di usufruire delle risorse davvero integre. Appoggiamo pertanto la scopertura totale del fiume Giano e la creazione del progetto Parco del Giano».
Per tradurre la proposta in azione operativa «proponiamo la creazione di un ufficio con competenze specifiche per finanziare le idee e i progetti di cui sopra anche con fondi europei, nazionali e regionali che rendano il Comune volano e punto di riferimento».