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Fabriano, PM10: il 2020 si è chiuso con il settimo sforamento

L’ultimo superamento è avvenuto il 15 dicembre scorso. Da evidenziare che nei tre giorni successivi la centralina di misurazione cittadina ha registrato valori molto vicini al limite dei 50 ug/mc: 49, 48 e 45

Una veduta di Fabriano

FABRIANO – Il 2020 si è chiuso con sette giornate oltre il limite di PM10 a Fabriano. L’ultimo superamento è avvenuto il 15 dicembre scorso, da evidenziare che nei tre giorni successivi la centralina di misurazione cittadina ha registrato valori molto vicini al limite dei 50 ug/mc, esattamente: 49, 48 e 45. E che, sempre relativamente all’ultimo mese dello scorso anno, sono ben cinque i giorni in cui non è presente una rilevazione. Comunque sia, nella sostanza, la qualità dell’aria a Fabriano si conferma più che buona, anche se occorre sempre evidenziarlo non è certo giusto il posizionamento della centralina, ubicata in una zona lontana dalle strade più trafficate della città e, quindi, i risultati risentono di questo innegabile fatto.

Fabriano ha chiuso il 2020 con risultati buoni sul fronte degli sforamenti da PM10. Solo due superamenti del limite registrati nelle ultime settimane, esattamente il 12 novembre e il 15 dicembre scorsi. Il totale complessivo si attesta dunque a sette sforamenti.

Il limite di 50 ug/mc consentiti per legge per la presenza di polveri sottili nell’aria è stato superato nel 2020 a Fabriano esattamente l’11 e 12 gennaio, dove la centralina di Fabriano ha fatto rilevare, rispettivamente, valori pari a 54 ug/mc e 56 ug/mc. Quindi, per altri tre giorni consecutivi a marzo, esattamente il 28, 29 e 30, con risultati pari a: 114 ug/mc, 84 ug/mc e 52 ug/mc, in pieno lockdown dovuto alla prima ondata della pandemia da Covid-19. Da allora, fortunatamente, tutte giornate entro i limiti, tranne che per il 12 novembre scorso, quando la centralina ha registrato un valore pari a 51 ug/mc. E, infine, il 15 dicembre scorso con un valore registrato pari a 61 ug/mc.  

Il trend dunque di questi ultimi anni è soddisfacente. Infatti, nel 2016, si erano registrate 11 giornate oltre al limite (3 a gennaio, una ad aprile, 3 a ottobre e 4 a dicembre). Nel 2017, il dato si è dimezzato a sole sei giornate (5 a gennaio e una a febbraio) all’anno fuori dal limite consentito. Nel 2018, addirittura, si è scesi a sole tre giornate (una ad aprile e due a dicembre) oltre il limite. Nel 2019, invece, si è triplicato questo dato. Si è arrivati, infatti, a 9 sforamenti: 3 a febbraio; 2 a giugno; 4 nel dicembre scorso. Nel 2020, ci si è fermati a quota 7: due a gennaio, 3 a marzo, una a novembre e una a dicembre.